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Chi può aprire la Partita IVA in Regime Forfettario?

Chi può aprire la Partita IVA in Regime Forfettario

Stai pensando di Aprire la Partita Iva in Regime Forfettario ma non sei convinto al 100% che sia la scelta giusta ?

Bene, allora sei nel posto giusto!

In questo articolo ti rivelerò un metodo pratico che ti aiuterà a capire se l’apertura della Partita Iva in Regime Forfettario è la mossa ideale per te oppure se commetteresti un errore scegliendola.

Ti garantisco che se leggerai questo post fino in fondo il Regime Forfettario non avrà più segreti.

Permettimi di spiegarti innanzitutto per chi NON ho scritto questo articolo.

Lo faccio all’inizio così evito di farti perdere tempo nel caso tu sia tra questi.

Se hai già un’attività avviata, mi dispiace, ma questo articolo non è per te.

Tutto quello che condivido sul mio blog è pensato e realizzato esclusivamente per aiutare chi vuole mettersi in proprio.

L’articolo che stai leggendo non fa eccezione, infatti è rivolto a chi sta valutando di aprire la partita iva forfettaria ed è alla ricerca di informazioni utili che gli permettano di fare le scelte migliori.

Tutto chiaro?

Ok, partiamo!

Chi può aprire la Partita IVA in Regime Forfettario?

Ho  deciso di dedicare un post specifico sull’apertura della Partita Iva forfettaria perché può essere un’ottima occasione per chi sta pensando di mettersi in proprio.

Per questo motivo voglio aiutarti a capire se il regime forfettario può essere per te una scelta conveniente oppure no.

Nel caso  poi che  tu decida di sceglierlo, devi anche capire come funziona se vuoi sfruttarlo al meglio, e trarne il massimo beneficio per la tua attività.

La scelta del regime fiscale, infatti, è un passo estremamente importante per chi si mette in proprio.

In pochi sanno che il fisco italiano non è uguale per tutti ma ci sono regole diverse per ogni TIPOLOGIA di contribuente.

Il regime fiscale che scegli determina proprio a quale TIPOLOGIA di contribuente apparterrai.

Detto in termini estremamente semplici: stabilisce le regole con cui giocherai la tua partita.

Non conoscere queste regole (almeno a grandi linee) è pura follia.

Purtroppo però è una “follia” molto diffusa: mi capita sempre più spesso di parlare con imprenditori che hanno “delegato” completamente gli aspetti fiscali delle loro attività.

Spesso li sento dire:

Ah beh, io non ne so niente di queste cose…pensa a tutto il mio commercialista

Questo è un gravissimo errore.

Se trascuri totalmente questi aspetti, rischi di prendere le decisioni sbagliate di fronte alle scelte che ogni giorno  sarai chiamato a fare come imprenditore.

Conoscerle, anche se in maniera NON approfondita,  aumenterà drasticamente le tue probabilità di successo.

Chi può Aprire la Partita Iva Forfettaria e chi non può

Come prima cosa devi sapere che l’apertura della Partita Iva in Regime Forfettario  è riservata alle persone fisiche.

Quindi può essere scelta solamente da:

  • Imprese individuali,
  • Lavoratori autonomi,
  • Professionisti.

Se ad esempio stai pensando di aprire una società l’apertura della Partita Iva forfettaria non è un opzione valida.

Un altro aspetto interessante è che non ci sono limiti di età e pertanto, può essere scelta anche da chi è già in pensione.

Non esistono neppure limiti di durata. Potenzialmente questo è un regime fiscale che puoi utilizzare per sempre .

Il limite dei Ricavi per chi apre la Partita Iva forfettaria 

Come avrai già capito la Partita Iva forfettaria  non è per tutti.

Il limite dei ricavi, ad esempio, la rendono particolarmente adatta per chi inizia una nuova attività.

Per poter usufruire di questo regime, infatti, i ricavi non devono superare i 85.000.

Probabilmente ti starai chiedendo:

E come faccio a sapere quanti ricavi avrò prima di iniziare? E se poi li supero?

Quello che devi fare all’inizio è semplicemente una stima di quelli che presumibilmente saranno i tuoi ricavi.

Se poi li superi e rimani sotto il limite dei 100.000 euro non succede niente di grave .

Semplicemente dall’anno dopo non potrai più applicare questo regime e dovrai passare a quelli “tradizionali”.

Test per scoprire chi può aprire la Partita IVA in Regime Forfettario

Apertura Partita Iva Forfettaria: Come si calcola il Reddito “tassabile”

La prima cosa che devi sapere è questa: i costi che sosterrai nella tua attività non sono deducibili.

Si, hai capito bene.. I tuoi costi sono inutili.

Il regime forfettario, infatti, non ti permette di scaricare le spese che avrai, ma te le attribuisce lui “forfettariamente”.

Tutto questo lo fa attraverso il cosiddetto coefficiente di redditività come indicato nella tabella seguente

L’unica eccezione sono i contributi Inps che invece si possono detrarre.

chi può aprire la Partita IVA in Regime Forfettario

Direi che un esempio pratico è proprio quello che ci vuole, vero?

Marco che ha iniziato l’attività di barista nel 2024 realizzando ricavi per Euro 46.200.

I costi che ha sostenuto nell’anno sono di Euro 24.900  per materie prime, merci, utenze ecc. e di Euro 2.300 per Contributi Inps.

Per calcolare il reddito su cui Marco pagherà le tasse non ci interessano i costi che ha sostenuto ( Euro 24.900).

La cosa importante è il coefficiente di redditività della sua categoria, ovvero il 40% (vedi tabella “attività dei servizi di alloggio e di ristorazione”).

Il suo reddito tassabile è così determinato: Euro 46.200 x 40% =  Euro 18.480.

A questo punto non ci rimane che togliere i contributi INPS pagati (Euro 2.300) ed otteniamo il reddito su cui si calcolano le tasse:

Euro 18.480 – 2.300  = Euro 16.180  

Ricapitolando il reddito su cui si conteggiano le tasse si ottiene così:

  1. Moltiplicando i Ricavi dell’anno per il Coefficiente di redditività,
  2. Togliendo da quello che risulta i contributi Inps.

Le Tasse per chi apre la Partita Iva Forfettaria

Qui arriva il bello..

Chi decide di procedere con l’Apertura Partita Iva Forfettaria e iniziare una nuova attività pagherà per i primi 5 anni soltanto il 5% di tasse.

Riprendiamo l’esempio di Marco. 

Fin qui abbiamo determinato  il reddito su cui si calcolano le tasse:  Euro 16.180 .

Adesso non dobbiamo fare altro che calcolare l’importo delle tasse da pagare (cioè il 5%):

Euro 16.180 x 5%= 809 Euro

Non male vero?

Per poter beneficiare di questa tassazione di favore è però necessario rispettare tre requisiti:

  • non devi aver esercitato nessuna attività imprenditoriale o di lavoro autonomo nei 3 anni precedenti;
  • l’attività che inizi non deve essere una semplice prosecuzione di un’ altra attività svolta in precedenza come dipendente;
  • se acquisti un’attività già avviata è necessario che nell’anno precedente ricavi non siano stati superiori ai limiti previsti per applicare il regime forfettario.

E se non rispetto una di queste tre condizioni cosa succede? Non posso scegliere il regime forfettario?

No tranquillo, potrai ancora scegliere la nuova partita iva forfettaria. L’unica cosa è che le tasse saranno al 15% e non al 5% .

Contributi INPS per chi apre la Partita Iva in Regime Forfettario

A questo argomento ho dedicato un articolo specifico. Lo puoi trovare qui: Regime Forfettario e Contributi Inps: la guida definitiva.

Per il momento ti “anticipo” che soltanto per le imprese (i lavoratori autonomi e i professionisti sono esclusi) è prevista una riduzione del 35% dei contributi fissi Inps da pagare.

Per tutte le altre “categorie” valgono le regole ordinarie che puoi trovare nel mio articolo Contributi INPS e partita Iva: la guida definitiva.

I principali vantaggi nell’apertura della Partita Iva Forfettaria

Inutile dire che questo regime ha notevoli vantaggi per chi inizia un’attività.

I principali sono:

  • Tassazione molto bassa,
  • Non si paga IRAP,
  • Non si devono compilare gli studi di settore ( ISA),
  • L’Iva non è dovuta,
  • Contributi Inps agevolati.

Conclusione + TEST Gratuito

Eccoci alla fine di questo articolo.

Probabilmente starai pensando che Aprire la Partita Iva in Regime Forfettario  è la scelta più conveniente in assoluto.

Nel 95% dei casi hai ragione: lo è.

Ci sono tuttavia alcuni aspetti che potrebbero renderla meno appetibile ( oneri detraibili elevati, costi d’impresa ingenti ecc.).

Purtroppo di questi aspetti è impossibile parlarne sul blog dal momento che è necessario analizzarli caso per caso.

Sono convinto però di averti fornito tutti gli strumenti per capire se il regime forfettario fa al caso tuo oppure no.

Prima di salutarti ci tengo a informarti che ho realizzato un TEST 100% gratuito che ti permetterà di scoprire qual è il regime fiscale migliore per te!

Per farlo ti basta cliccare sul bottone qui sotto!

CLICCA QUI e Inizia il TEST adesso >>

 

Alla prossima!

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Matteo Camurri

Laureato in Economia e Commercio. Iscritto all'Ordine dei Dottori Commercialisti. Fondatore del primo e unico studio di Commercialisti in Italia specializzato nella Creazione d'impresa. Con questo Blog condivido la mia esperienza per aiutare imprenditori e professionisti ad avviare la loro attività nel modo più Veloce e Sicuro. Sposato con Roberta e padre di Mattia.
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Commenti

  1. Marco Onorati dice

    18 Gennaio 2016 alle 17:03

    Ciao Matteo e grazie per la chiarezza espositiva! Ho un dubbio che penso possa interessare anche ad altri: ma questo regime si applica anche in caso di seconda attività, ossia per i dipendenti che svolgono un secondo lavoro in proprio?

    Rispondi
    • Matteo Camurri dice

      18 Gennaio 2016 alle 17:43

      Ciao Marco,
      benvenuto e grazie dei complimenti.
      La tua è un’ottima domanda e ti rispondo volentieri.
      Il regime forfetario può essere scelto anche dai dipendenti per iniziare un secondo lavoro in proprio.
      C’è però un limite.
      I redditi da lavoro dipendente non devono superare i 30.000 euro.
      Se si rispetta questo limite, non ci sono problemi.

      A presto

      Rispondi
      • Marco Onorati dice

        18 Gennaio 2016 alle 18:40

        Grazie mille per la cortesia e la velocità!
        Quindi reddito netto da lavoro dipendente: max 30.000 + max 30.000 (nel settore che ho preso di riferimento) come fatturato totale a P.IVA… in effetti sembra che se ne siano finalmente usciti con un qualcosa di valido (te lo dice uno che iniziò nel 2005 col regime per le nuove attività produttive e tra appuntamenti all’Ade e software di invio telematico, roba da brividi) 🙂

        Rispondi
        • Matteo Camurri dice

          18 Gennaio 2016 alle 23:20

          Purtroppo no Marco.
          I redditi da lavoro dipendente non devono superare i 30.000 euro LORDI !

          Per il resto sono d’accordo con te.
          Il regime forfettario è un’ottima opportunità, soprattutto per chi inizia.
          A presto

          Rispondi
          • Marco Onorati dice

            19 Gennaio 2016 alle 16:37

            azz. e vabbeh, sempre meglio del prestigioso calcio in bocca LOL

  2. sted dice

    21 Gennaio 2016 alle 17:47

    ciao, aprendo una p.iva con regime forfettario quando emetto fattura o ricevuta fiscale come mi devo comportare ?

    Rispondi
    • Matteo Camurri dice

      22 Gennaio 2016 alle 18:52

      Ciao e benvenuto.
      Se hai scelto il nuovo regime forfettario devi semplicemente riportare in fattura i riferimenti di legge che ti consentono di non applicare l’IVA:

      “Prestazione esente Iva e non soggetta a ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89 della Legge n. 190/2014.”
      In più, quando la fattura è di importo superiore ai 77,49 euro, devi applicare anche il bollo.

      A presto

      Rispondi
      • sted dice

        25 Gennaio 2016 alle 14:54

        in poche parole, sui prodotti che vendo non devo applicare l’iva?
        e sulle fatture di acquisto dai miei fornitori ? anche loro non mi applicano l’iva?

        Rispondi
        • Matteo Camurri dice

          25 Gennaio 2016 alle 15:16

          Esatto, non devi applicare l’Iva sulle fatture emesse.
          Ricordati però di riportare in fattura i riferimenti di legge che ti ho scritto qui sopra.
          Al contrario, nelle fatture di acquisto, l’Iva va applicata.( a meno che non acquisti da qualcuno che ha scelto il regime forfettario..)

          A presto

          Rispondi
  3. Francesco Lombardi dice

    27 Gennaio 2016 alle 17:03

    Ottimo articolo!
    Ho alcune perplessità su come gestire la posizione INPS.
    Quanto si paga? Che differenze ci sono tra gestione separata, cassa commercianti, ecc.? Nel caso in cui un soggetto svolga anche un lavoro dipendente, come si devono gestire i versamenti all’INPS come proprietario di partita iva? Grazie in anticipo! 🙂

    Rispondi
    • Matteo Camurri dice

      27 Gennaio 2016 alle 22:41

      Ciao Francesco,
      grazie mille.
      Le risposte alle tue domande le trovi qui: https://www.avviareunimpresa.com/contributi-inps-e-partita-iva/

      A presto

      Rispondi
  4. Salvo Tagliavia dice

    11 Febbraio 2016 alle 2:14

    Salve
    Ma i limiti si intendono come totale dei guadagni (differenza prezzo di acquisto/vendita) o totale degli incassi? Ad esempio se vendo un prodotto a 50 euro, incasso 50 euro ma avendolo acquistato a 40 ho guadagnato 10 euro. Ebbene per il calcolo del raggiungimento della soglia devo considerare i 50 euro di incasso o solo i 10 euro di guadagno?

    Rispondi
    • Matteo Camurri dice

      12 Febbraio 2016 alle 10:42

      Ciao Salvo,
      i limiti si riferiscono ai RICAVI e non all’utile.
      Nell’esempio che hai fatto, perciò, devi considerare 50 euro non 10 euro.
      A presto

      Rispondi
  5. Simone dice

    22 Febbraio 2016 alle 11:46

    Ciao Matteo,
    grande articolo, competente come sempre.
    Ho solo una domanda sui CONTRIBUTI PREVIDENZIALI, ho aperto la P.I. come forfettario nel Maggio 2015, sono iscritto all’INPS nella nella gestione commercianti:
    1- Quando verserò e quale è la % per i contributi INPS per l’anno 2015?
    2- Per l’anno 2016 rientrerò anche io nella contribuzione fissa ridotta del 35% o posso continuare con i contributi in % sul reddito?
    Grazie, Simone.

    Rispondi
    • Matteo Camurri dice

      23 Febbraio 2016 alle 12:09

      Ciao Simone,
      benvenuto e grazie dei complimenti.
      Purtroppo è impossibile per me rispondere alla tua prima domanda senza conoscere il tuo fatturato ed in generale la tua situazione specifica, quindi, ti consiglio di chiedere al tuo commercialista.
      Per la contribuzione ridotta è necessario presentare una domanda entro il 28 febbraio.
      Saluti

      Rispondi
  6. Gerardo dice

    17 Marzo 2016 alle 20:08

    Buonasera Matteo, mi scuso anticipatamente per la lunghezza del post con il quale Le chiedo con quale regime fiscale potrei operare, sperando in una mia chiara esposizione.
    Vorrei iniziare una attivita’ di Pronto Intervento Casa. la stessa dovrebbe prevedere un diritto di chiamata pari a € 10,00 ed una tariffa oraria di € 30,00 ( esclusi costo materiali impiegati e I.V.A. ).
    Agli artigiani ( soggetti IVA ) che eseguirebbero l’intervento, a fronte di una fattura emessa a mia favore, verrebbe riconosciuto un importo orario di € 20,00 oltre materiali da loro impiegati e I.V.A. ed altrettanto dovrei fare io nei confronti dei futuri clienti tenendo in considerazioni i prezzi ” pieni ” di cui all’inizio.In relazione a questa attivita’ vorrei abbinare un abbonamento annuale ( a mezzo card )da proporre alla clientela, la quale, usufruirebbe di una scontistica sulle tariffe ( non quella destinata ai collaboratori artigiani ), detto abbonamento avrebbe un valore di € 50,00 annui, ( salvo modifiche ) a detrarre eventuali provvigioni (20%)a futuri promotori. Il fatturato come mero e puro Pronto Intervento Casa non credo possa superare i 20/30.000 €/annui e la diffusione delle card intorno ai 100/150 pezzi ( almeno per il primo anno ),pero’, e questo è un’altro punto, una volta sul mercato, potrebbe capitare di essere invitati a redigere preventivi per lavori piu’ consistenti ( ristrutturazione appartamenti, condominii, ecc. ).
    Cordialmente.

    Rispondi
  7. Claudio dice

    7 Novembre 2016 alle 15:13

    Buonasera, io lavoro con una società di statistica come collaboratore esterno e devo decidere se aprire o meno una partita iva. Diciamo che il prossimo anno guadagnerò un lordo di circa 21000 euro più un rimborso spese di circa 1500 euro. Se ho ben capito aprendo un partita iva con regime forfettario le spese che dovrò sostenere saranno il 5% sul lordo e il 27,7 sul netto rimanente giusto? Grazie mille. Claudio

    Rispondi
  8. ANTONELLA CERIANI dice

    29 Novembre 2016 alle 23:24

    Buona sera Matteo, so che la domanda che sto per farle meriterebbe un approfondimento non da poco ma provo a inquadrare l’argomento saliente. Volendo aprire una nuova partita iva il dubbio è quale regime scegliere. Innanzitutto si tratterebbe di un attività di manutentore relativamente a prodotti per la sicurezza in generale, antincendio nel particolare e fornitura di apparecchiature di riferimento. Ci sarebbe la possibilità per me di avviare la mia attività come “Padroncino” quindi in proprio eseguendo manutenzioni su commissione. Facendo due conti ipotetici si parlerebbe di fatturare all’incirca 4000 euro al mese il che mi porrebbe fuori dalla possibilità di avvalermi del regime forfettario dato che il codice ateco di riferimento (se non ho sbagliato a valutare) dovrebbe essere 33 . ecc e quindi avere il limite dei 30.000. Peccato perchè avrei tutte le caratteristiche per aderirvi tranne questa… Tolto questo regime da lei spiegato molto bene..sono un po persa…semplificato ed ordinario…al di là della diversità di tenuta della contabilità non riesco a valutare almeno in tasse cosa mi può costare…so che sono tanti argomenti ma se ci fosse uno specchietto di massima orientativo. La ringrazio in anticipo, ogni suo suggerimento sarà gradito. Saluti

    Rispondi
  9. roberto dice

    1 Dicembre 2016 alle 16:35

    Buongiorno,
    mio figlio sta attualmente lavorando a 500 euro al mese (in nero …periodo di prova che si e’ protratto ….chissa’ per quali motivi ma lasciamo perdere…). Ora il datore di lavoro ha detto che se vuol continuar a lavorare deve aprire partita IVA.
    Ovviamente per arrivare a questa cifra netta sara’ necessario fatturare e quindi chiedere un compenso superiore ….. ecco la domanda e’ questa : quanto chiedere in modo che tolte tutte le tasse, contributi assistenziali vari ecc …. si arrivi ad almeno 500 euro mensili netti ? Conviene aderire al sistema forfettario ? Si deve fare poi la denuncia dei redditi ? (tenga presente che mio figlio non ha altri introiti e e nemmeno spese deducibili (mutui, assicurazione ….).

    Ho la sensazione che in questo ginepraio convenga far che lavorare in nero ..

    Rispondi
  10. Prova 2 Test dice

    19 Dicembre 2016 alle 21:46

    Buona sera Matteo chiedo scusa per il disturbo avendo aperto la p.iva forfettaria 2015 in data 20/06/2016 fino al 31/12/2016 io posso ricavare sempre un Max di 30000€ oppure per il primo anno posso fatturare solo 15000?

    Rispondi
    • Matteo Camurri dice

      28 Dicembre 2016 alle 10:25

      Il limite dei ricavi nel regime forfettario è considerato per chi lavora 12 mesi. Se inizi l’attività in corso d’anno devi riparametrarlo.
      Ciao

      Rispondi
  11. Orazio dice

    6 Gennaio 2017 alle 0:54

    Salve per limiti si intende quello che incasso ad esempio io spendo 20000€ per l acquisto della merce e vendendo tutta la merce guadagno 40000€
    Per il regime forfettario devo tenere conto di aver raggiunto 40000€ oppure 60000€ perché devo aggiungere anche i 20000€ che ho speso per l acquisto della merce?
    Grazie buonasera

    Rispondi
    • Matteo Camurri dice

      7 Gennaio 2017 alle 12:44

      Buongiorno Orazio,
      devi considerare l’importo che hai incassato dai clienti.
      Se acquisti merce per 20.000 € e la rivendi per 60.000 € il tuo fatturato è 60.000€.
      A presto

      Rispondi
  12. Alessandro Sanfilippo dice

    23 Gennaio 2017 alle 19:49

    salve matteo,bellissima spiegazione,la mia commercialista non è riuscita a fare di meglio…. chiedevo un chiarimento,parlavi di bollo sopra le fatture che superano i 77,49 euro….sarebbe? è una ulteriore dicitura da scrivere in fattura

    Rispondi
  13. Alessandro Sanfilippo dice

    23 Gennaio 2017 alle 19:54

    quindi facendo 2 calcoli,io fatturo 30.000 euro,30.000 x il 67%=20.100 euro(67% è IL MIO COEFFICENTE) Da questi tolgo l inps 3.600 euro=16.500
    A questo punto faccio 16.500×15%=2.475 euro QUESTO DOVREBBE ESSERE QUELLO CHE PAGO ALL ANNO DI TASSE?

    Rispondi
    • Matteo Camurri dice

      25 Gennaio 2017 alle 16:12

      Ciao Alessandro,
      i calcoli della tua simulazione sono giusti.
      A presto

      Rispondi
  14. Margherita La Marca dice

    26 Gennaio 2017 alle 15:39

    Ciao Matteo, mi è stato detto che purtroppo è cambiata la legge e ora se voglio avere una p.Iva forfettaria non posso più pagare solo il 5% del reddito tassabile per 5 anni. È vero o la legge è rimasta la stessa?

    Grazie in anticipo!

    Rispondi
    • Matteo Camurri dice

      26 Gennaio 2017 alle 16:41

      Ciao Margherita,
      probabilmente tu hai già una partita Iva da diversi anni.
      La tassazione al 5% è un’agevolazioni per chi inizia una nuova attività.
      A presto

      Rispondi
  15. Daniele dice

    26 Gennaio 2017 alle 17:37

    Buonasera Matteo, complimenti per il suo blog, ho scaricato e letto la guida per il regime forfettario ma non mi è chiaro se il limite dei 20.000 euro per i beni strumentali comprenda anche i beni di vendita qualora si trattasse di attività commerciale.

    Grazie mille

    Rispondi
    • Matteo Camurri dice

      27 Gennaio 2017 alle 11:57

      Buongiorno Daniele e grazie dei complimenti.
      Il limite dei 20.000 riguarda esclusivamente l’acquisto di beni strumentali e non le merci.

      A presto

      Rispondi
  16. Claudio dice

    9 Febbraio 2017 alle 11:40

    Buongiorno Matteo,
    Sto seriamente pensando di aprire un laboratorio di riparazione e rigenerazione display smartphone e cd/dvd, avrei bisogno di capire quale tipo di partita iva devo aprire, a me serve adesso capire una cosa, dal momento che io apro la partita iva e faccio richiesta di apertura attività, se dovesse non andare in porto il finanziamento posso chiudere senza versare nulla o ci sono dei costi? Grazie per la risposta
    Claudio

    Rispondi
  17. giovanni dice

    26 Aprile 2017 alle 12:19

    Salve vorrei gentilmente avere dei chiarimenti riguardo i ricavi compensi del nuovo regime forfettario 2017 per commercianti che non mi sono chiari .
    Se io come commerciante acquisto merce per 60.000 € annui, e prevede un incasso annuo di € 99.000 su che cifra devo capire o calcolare se rientro nel regime forfettario sui, quasi 40.000 € di guadagno tra la merce acquistata?
    oppure non rientro proprio.
    resto in attesa di una sua risposta
    Grazie e saluti

    Rispondi
    • Matteo Camurri dice

      2 Maggio 2017 alle 10:29

      Buongiorno Giovanni,
      il regime forfettario ha diversi limiti.
      Uno dei più importanti da tenere in considerazione è quello dei ricavi.
      Per chi svolge un’attività di commercio all’ingrosso e/o al dettaglio il limite dei ricavi è di € 50.000.
      Quindi se lei presume di ottenere ricavi per 99.000 euro non può scegliere il regime forfettario.
      A presto

      Rispondi
  18. Marco Bonfanti dice

    10 Gennaio 2018 alle 9:33

    Ciao Matteo,
    una domanda che penso possa interessare anche ad altri lettori del blog, sto attivandomi per aprire una PI, ho chiuso la mia ultima collaborazione da lavoratore dipendente lo scorso Giugno. In merito ai redditi del 2017, che non devono superare i 30.000 euro, devo includere anche il TFR?
    Grazie e complimenti per il tuo lavoro di informazione.

    Rispondi
    • Matteo Camurri dice

      17 Gennaio 2018 alle 15:42

      Ciao Marco,
      se il lavoro dipendente è cessato nel corso dell’anno precedente l’apertura della partita iva, il limite di 30.000 euro non opera.
      A presto

      Rispondi
      • Marco Bonfanti dice

        17 Gennaio 2018 alle 17:55

        Grazie!

        Rispondi
  19. Luca Giambastiani dice

    7 Febbraio 2018 alle 22:34

    Ciao Matteo,
    io sono un libero professionista e ho aperto la partita iva ad agosto 2017 per svolgere l’attività di procacciatore di affari (codice ATECO 46.18.13). Quest’anno, così come lo scorso anno, avrò un reddito inferiore alla soglia dei 25.000€ lordi annui, dunque rientrerò nel regime forfettario e in questo caso ho visto che c’è la possibilità di richiedere una riduzione della contribuzione INPS pari al 35%. Tuttavia ho visto che tale agevolazione è disponibile se si rientra nella gestione INPS separata per artigiani e commercianti, ma non per i professionisti. Cercando in rete direi di avere la gestione INPS dei commercianti, ma non c’è molta chiarezza a riguardo. Potresti dunque darmi una risposta e dirmi se la mia attività ha diritto a questa riduzione del 35%?
    Grazie mille

    Rispondi

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