Stai pensando di aprire la Partita Iva ma i Contributi INPS che dovrai pagare ti spaventano?
Ok, allora sei nel posto giusto!
Con questo articolo voglio aiutarti a capire in modo SEMPLICE e PRATICO come funziona il pagamento dei contributi INPS per chi apre la Partita Iva.
Leggendo questo post troverai tutte quelle informazioni essenziali che ti permetteranno sia di evitare ERRORI, sia di risparmiare TEMPO e SOLDI.
Non conoscerle è a tuo rischio e pericolo!
Sei pronto?
Iniziamo!
Contributi INPS Partita Iva : tutto quello che devi sapere.
Negli ultimi anni sono sempre di più le persone che decidono di aprire la partita Iva e di avviare un’attività in proprio.
Una delle principali motivazioni è proprio la crisi economica.
La questione non riguarda soltanto quelli che non riescono a trovare un lavoro e vedono nell’apertura della partita Iva un’alternativa alla disoccupazione.
Ultimamente sono molti i lavoratori dipendenti che, rendendosi conto che il loro posto di lavoro non è poi così sicuro, iniziano a valutare l’idea di avviare una propria attività.
I tempi del “posto fisso a vita”, in cui si poteva pensare di essere assunti da un’azienda e di restarci fino alla pensione, sono ormai morti e sepolti.
Per carità, i contratti a tempo indeterminato li fanno ancora, ma non sono più sicuri come una volta: oggi il dipendente condivide con l’imprenditore il rischio d’impresa.
Se ti trovi in questa situazione non puoi perderti il mio video-corso 100% GRATUITO in cui ti svelo il metodo PASSO PASSO per aprire la Partita Iva in Italia senza commettere errori e senza farti schiacciare dalle tasse e dai contributi!”
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Ma veniamo a noi.
Uno dei maggiori ostacoli che si trova ad affrontare chi sta valutando l’idea di aprire la Partita Iva è rappresentato dalle famigerate TASSE.
In più di dieci anni di professione ho imparato che le persone, in procinto di mettersi in proprio, sono letteralmente terrorizzate dalle tasse che dovranno pagare.
A questo proposito vorrei provare a tranquillizzarti almeno un po’.
Se da una parte è vero che la tassazione italiana è una delle più alte, dall’altra dobbiamo considerare che, almeno fino ad oggi, non ti viene chiesto di pagare più di quanto guadagni..
Quindi, almeno nella fase iniziale, il mio consiglio è di concentrarti sui RICAVI: avrai tempo di preoccuparti delle tasse dopo.
A pensarci bene però, vi è un’eccezione a quanto ti ho appena detto.
C’è infatti un caso in cui le tasse possono addirittura superare i redditi.
È il caso dei Contributi INPS.
Contributi INPS: In quali casi possono superare il tuo reddito.
Questo tributo non è mai stato molto gradito a noi italiani.
Oggi però lo è ancora meno, visto che tra i giovani è ormai un luogo comune dire:
“a noi la pensione non la daranno mai”.
Capisci quindi che pagare i contributi OGGI senza la speranza di poter godere, DOMANI, di una benché minima pensione è una prospettiva poco allettante.
Ed è proprio ciò di cui ti parlerò in questo articolo.
Se stai pensando di aprire la Partita Iva voglio aiutarti a fare definitivamente chiarezza su questo argomento.
Iniziamo dal capire: SE, QUANTO e QUANDO dovrai pagare i contributi previdenziali relativi alla tua nuova attività.
Partiamo dal primo punto, che è anche il più facile.
L’obbligo di versare i contributi Inps interessa tutti coloro che svolgono un’attività in proprio, nessuno escluso.
Se decidi di aprire la Partita Iva devi fartene una ragione, l’INPS verrà a bussare alla tua porta chiedendoti quanto gli spetta.
“Sì, ma quanto devo pagare?”
Questo dipende dal tipo di attività che svolgi.
Le attività imprenditoriali si possono raggruppate in 4 grandi categorie:
- Artigiani
- Commercianti
- Lavoratori autonomi “senza cassa”
- Professionisti con cassa autonoma.
Vediamo nel dettaglio come funziona per ciascuna di queste categorie.
Partiamo da:
Contributi Inps per Artigiani e Commercianti
Cerchiamo innanzitutto di capire chi rientra in queste due categorie facendo alcuni esempi.
Sono artigiani coloro che esercitano personalmente un’attività che ha come scopo la produzione di beni o di servizi. Per fare qualche esempio sono artigiani gli idraulici, gli elettricisti, i falegnami, i gelatai, i pasticceri, gli estetisti, i massaggiatori e i fotografi.
Sono invece commercianti tutti coloro che acquistano e vendono beni di consumo, mobili, immobili oppure svolgono attività di servizi, (agenti di commercio, promotori finanziari..)
Per quantificare con esattezza l’ammontare dei contributi previdenziali che queste due categorie di imprenditori devono versare allo Stato, dobbiamo introdurre un concetto fondamentale.
Ci sono due tipologie di contributi:
- Contributi fissi
- Contributi a percentuale
1) Contributi fissi
Il termine “fissi” non è stato messo a caso.
Significa che vanno pagati sempre, indipendentemente da quanto guadagnerai.
Nel 2026 gli artigiani devono versare obbligatoriamente €4.427 di contributi, mentre per i commercianti l’importo è di € 4.515
A questo punto ti anticipo.
Conosco già la domanda che mi stai per fare.
“Quindi se io guadagno solo 1.000 € ne devo pagare più di 4.400 € di contributi? Lo Stato mi chiede più di quanto incasso?!?!? Ma sei sicuro?!?!?”.
Purtroppo si, sono sicuro!
E sinceramente non mi sembra il modo migliore per incoraggiare i giovani (e non solo loro) ad iniziare un’attività.
O forse mi sbaglio?
Ma non divaghiamo e torniamo a noi.
INPS e Partita Iva: quando si pagano i contributi
Il pagamento dei contributi fissi deve essere fatto in 4 rate entro il:
- 16 maggio
- 20 agosto
- 18 novembre
- 16 febbraio (dell’anno successivo)
Come ti ho già anticipato, i contributi fissi sono dovuti da tutti, indipendentemente dal reddito.
Se però il tuo reddito è superiore ad € 18.415 i contributi fissi non saranno gli unici che dovrai pagare.
Infatti, nel caso in cui superi questo limite, ai contributi fissi si aggiungono i contributi a percentuale.
2) Contributi a percentuale
Questa tabella ti dovrebbe aiutare a capire a quanto ammontano.
REDDITO ARTIGIANO COMMERCIANTE
Da € 18.415 fino a € 55.008 24% 24,48%
Oltre a € 55.008 25% 25,48%
Come puoi vedere, se il tuo reddito supera i € 18.415, dovrai versare (solo sulla parte di reddito in più) un contributo pari al 24% se sei un artigiano e al 24,48% se sei un commerciante.
Nel “malaugurato” caso in cui il tuo reddito superi la soglia di € 55.008 la percentuale sale al 25% (sempre e solo per la parte di reddito che lo supera) e al 25,48% rispettivamente per gli artigiani e i commercianti.
Ok ok, ho capito…
Facciamo alcuni esempi per chiarire meglio!
INPS e Partita Iva: come si calcolano i contributi da pagare
Esempio n.1
Marco ha iniziato l’attività di idraulico (ARTIGIANO) a gennaio 2026.
Il suo reddito alla fine dell’anno ammonta ad €12.000
Marco, dovrà “semplicemente” versare i 4 contributi fissi dato che il suo reddito è inferiore ad € 18.415.
Esempio n.2
Se, invece, il reddito annuo di Marco sarà di 27.000€, non dovrà versare solo € 4.427 di contributi fissi.
Sul reddito che supera i € 18.415, pari a € 8.585 € (27.000 – 18.415) pagherà il 24% di contributi a percentuale, per un importo di € 2.060.
Il totale dei contributi dovuti da Marco sarà quindi 4.427 + 2.060 =€ 6.487.
Esempio n.3
Supponiamo ora che Marco abbia realizzato un reddito annuo di € 67.000 .
Oltre ai contributi fissi (€4.427), sul reddito che supera i € 18.415 e fino a €55.008 , pari cioè a € 36.593 (55.008– 18.415) pagherà il 24% di contributi a percentuale, equivalente a un importo di € 8.782.
Sul reddito che va da € 55.008 a € 67.000 cioè € 11.992, pagherà il 25 %, per un importo di € 2.998.
Il totale dei contributi dovuti da Marco sarà quindi 4.427+ 8.782 + 2.998 = € 16.207 €.
Massimali contributivi.
Fortunatamente i contributi a percentuale hanno un tetto massimo sul quale si applicano (cosiddetto massimale).
Nel 2026 questo limite è di € 119.650 €.
La quota del reddito che supera questa cifra è ESENTE da contributi.
Chiariamo meglio con un esempio.
Esempio n.4
Prendiamo ancora il caso di Marco e ipotizziamo che il suo reddito a fine anno sia di 130.000 €. Dovrà quindi versare:
- contributi fissi
- contributi a percentuale su 101.235 €, che corrispondono alla differenza tra e 119.650 e 18.415 €.
Pertanto, oltre i 119.650 € il reddito è esente dai contributi.
Termini di versamento dei contributi a percentuale.
I contributi a percentuale, a differenza di quelli fissi, devono essere versati in due sole tranche:
- 30 giugno
- 30 novembre
Lavoratori Autonomi “senza cassa” Previdenziale
I lavoratori autonomi che iniziano un’attività e sono sprovvisti di Cassa Previdenziale (come ad esempio i freelance, i consulenti d’impresa, i professionisti senza Albo), sono tenuti ad iscriversi alla GESTIONE SEPARATA INPS e al pagamento dei relativi contributi.
L’aliquota per il 2026 è pari al 26,07 % da applicare al reddito effettivo risultante dalla dichiarazione dei redditi.
- Il lato positivo è che non ci sono contributi FISSI, ma si paga solo in percentuale al reddito e quindi, se guadagni poco, paghi poco.
- Il lato negativo è che se non raggiungi un reddito di € 18.808 l’INPS non ti accrediterà un anno di contributi validi ai fini della pensione.
Il tetto oltre al quale non si applicano i contributi è di 122.295 € (massimale).
Vediamo il tutto con un esempio:
Esempio n.5
Roberta, freelance, ha aperto la Partita Iva a febbraio del 2026.
Se alla fine dell’anno il suo reddito sarà pari a 18.415 €, dovrà versare 4.800 € di contributi.
Professionista Con Cassa Autonoma
Le considerazioni che abbiamo appena fatto non si applicano ai professionisti che hanno una loro cassa di previdenza.
Qualche esempio? Avvocati, geometri, farmacisti, architetti…
La maggior parte delle professioni ha una propria cassa di previdenza e le regole del gioco cambiano dall’una all’altra.
Nel caso in cui non sia presente una cassa di previdenza (come ad esempio per i consulenti aziendali), vengono applicate le regole dei lavoratori autonomi senza cassa.
Contributi INPS e Regime Forfettario
Non tutti sanno che nel regime forfettario c’è la possibilità beneficiare di una riduzione dei contributi INPS da pagare.
Questa agevolazione però non è automatica ma deve essere richiesta espressamente.
Vuoi sapere come fare?
Ti spiego tutto nell’articolo dedicato ai contributi INPS nel regime forfettario dove trovi anche tutte le indicazioni sui pagamenti dei contributi previdenziali con la Partita IVA agevolata.
Cosa succede se non si pagano i contributi Inps?
Purtroppo, non è una eventualità così remota.
La crisi economica ha messo in difficoltà moltissime imprese.
Vuoi sapere cosa succede in questi casi?
In pratica, dopo qualche mese dal mancato versamento dei contributi Inps, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ex EQUITALIA) invia una cartella esattoriale con l’importo non pagato dei contributi Inps maggiorato di sanzioni e interessi.
Dopodiché sarà necessario rivolgersi preso gli Uffici dell’Agenzia delle Entrate per saldare il debito, anche a rate.
Partita IVA senza pagare i Contributi INPS: è possibile?
Il pagamento dei Contributi INPS è la spesa più temuta per coloro che stanno pensando di mettersi in proprio.
Infatti, una delle domande che ricevo più spesso è proprio:
È possibile aprire la Partita Iva senza pagare i Contributi Inps?
La buona notizia è che in alcuni casi si può.
Vuoi sapere quali sono?
Allora ti consiglio di non perderti il mio articolo in cui spiego in quali casi è possibile Aprire la Partita Iva senza pagare l’INPS.
Agevolazioni Inps per chi apre la partita Iva
Purtroppo, non ci sono grandi agevolazioni per chi decide di aprire la Partita Iva e mettersi in proprio, almeno per quanto riguarda i contributi Inps.
L’unica disponibile te la svelo in questo articolo: Regime Forfettario e Contributi Inps: la guida definitiva
Contributi Inps Partita Iva: un BONUS per te
In questo articolo ti ho illustrato le modalità di pagamento dei contributi INPS per chi ha la Partita Iva.
Ci siamo concentrati sulle imprese individuali, che rappresentano i 2/3 delle imprese italiane.
Se stai pensando di metterti in proprio ho realizzato un video-corso 100% gratuito in cui puoi trovare tutto ciò che ti serve sapere per aprire la partita Iva senza commettere errori.
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A presto.
Matteo Camurri
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Un punto non è molto chiaro. Lei dice:
“Per i contribuenti che sceglieranno il nuovo regime forfettario, dal 2015 non verrà applicato il minimo previsto ai fini di versamento dei contributi.”
Ma questa opzione è valida solo se avvio un’impresa individuale oppure anche per la società?
Salve Piero,
innanzitutto grazie per il commento.
Il suo dubbio è assolutamente comprensibile in quanto il nuovo regime forfetario è stato semplicemente “accennato” in questo articolo e sarà oggetto di un post specifico.
Ad ogni modo, per rispondere alla sua domanda, le posso anticipare che il regime forfetario è riservato alle sole persone fisiche quindi non è applicabile per le società.
Buon pomeriggio.
Ha esposto tutto in maniera chiarissima …… però mi pare ci sia un errore: l’aliquota della gestione separata per quest’anno è rimasta “solo” al 27,72%
Per il resto il sistema praticamente va al contrario…. si “salassa” chi ha poco (una persona che guadagna/dichiara 12.000€/anno come si può pensare che possa versare più di 3.300€ + acconto e più le tasse!) e si permette a chi guadagna molto di pagare % molto basse… davvero assurdo!
Ne so qualcosa perchè ho la p.iva dal 2009 ed infatti faccio già i salti mortali per pagare le imposte ma l’INPS proprio non riesco a pagarlo!
Grazie mille per la segnalazione!
In effetti quando ho scritto l’articolo l’aliquota Inps della gestione separata sarebbe dovuta salire al 30,72% ma poi (fortunatamente) è stata congelata al 27,72% anche per il 2015.
Ti segnalo che il nuovo regime forfetario “risolve” il problema della contribuzione INPS.
Chi rientra in questo regime, infatti, non è tenuto a versare i minimali INPS ma esclusivamente sulla base del proprio reddito effettivo applicando le aliquote contributive ordinarie.
Ciao e grazie per il tuo contributo.
Io sono nel “vecchio” regime dei minimi e pago anche io in base al dichiarato però è davvero troppo!
Grazie, ho apprezzato lo scritto. Le risulta che se una persona con partita Iva presta la sua collaborazione in modo continuativo per un unica ditta, questa ė tenuta al pagamento dei contributi Inps?
La ringrazio per la sua risposta.
Grazie mille, mi fa molto piacere!
Dalla tua domanda però non riesco a capire a cosa ti riferisci.
Forse alle cosiddette finte partite Iva?
Secondo quanto disposto dalla legge “Fornero”, infatti, se ricorrono determinate condizioni gli ispettori possono “rietichettare” una collaborazione a partita Iva
in un rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato fin dalla sua costituzione.
Spero di esserti stato utile.
A presto!
Avrei bisogno di un chiarimento. Un professionista free lance a regime dei minimi quanto pagherebbe se il relitto fosse 5000 euro iscritto alla gestione separata. Forse potrebbe aggiungerlo come esempio n. 6
Grazie mille
Salve Ben,
per un contribuente iscritto alla gestione separata l’aliquota per il 2015 è pari al 27,72% da applicare al reddito effettivo risultante dalla dichiarazione dei redditi.
In caso di reddito pari ad € 5.000 il saldo dei contributi ammonta ad € 1.386.
A presto
Matteo
Buongiorno Matteo,
conferma dunque che il 27,72% va applicato al reddito effettivo anche in caso di regime contabile dei minimi e non solo in quello forfetario?
Lo chiedo perché nella sua guida all’apertura della partita iva, nel Regime Forfetario lei mette come PRO “non sono tenuti al versamento dei minimali contributivi INPS”, mentre nel Regime Contabile dei Minimi questa voce non è presente.
La ringrazio in anticipo,
Mattia
Salve Mattia,
il 27,72% si applica ai lavoratori autonomi “senza cassa” previdenziale.
I contributi previdenziali in questo caso saranno applicati esclusivamente al reddito effettivo indipendentemente dal regime fiscale scelto (dei minimi, forfettario ecc.).
A presto
Matteo buongiorno,
vorrei un chiarimento circa la mia partita iva.
Io ho partita iva come procacciatore di affari e il mio regime è quello dei minimi.
E’ normale che io paghi i bollettini della quota fissa anzichè il 27% sul reddito per lavoratori autonomi senza cassa?
Ciao Andrea,
prima di rispondere alla tua domanda t’invito a riflettere su una questione.
E’ normale secondo te che tu, titolare di partita Iva, venga sul mio blog a chiedere una cosa del genere?
E bada che non dico questo come accusa, anzi, ti rispondo molto volentieri!
Semplicemente sono stupito di tutti quelli che pur avendo qualcuno che li assista (non so nel tuo caso se sia un commercialista, un’associazione
o chi altro…) non siano tranquilli di essere in regola…
A mio modo di vedere è una pura follia…purtroppo però molto diffusa!
Il mio consiglio di rifletterci su è veramente “disinteressato” poiché come sai (o come dovresti sapere) il mio studio non segue imprese già avviate (e penso si capisca il perché…).
Detto questo la risposta alla tua domanda è SI in quanto il procacciatore d’affari non occasionale (che tra le altre cose è un’attività atipica in quanto non possiede una normativa specifica) è tenuto a iscriversi all’INPS nella gestione commercianti e pertanto è tenuto al pagamento dei contributi cosiddetti fissi.
Ciao e in bocca al lupo per la tua attività.
Ciao Andrea, ti ringrazio per la risposta.
Capisco anche il tuo pensiero e ti confermo che purtroppo ho sempre la sensazione che chi mi segue mi lasci sempre dei dubbi.
Per farti un esempio ti cito l’ultima cosa che è accaduta: essendo riguardo all’attività 2014 a credito sia inps che irpef visti gli anticipi che avevo versato mi è toccato far presente a me che la rata fissa inps di agosto 2015 andava in compensazione con quanto avevo versato nel 2014. Fosse stato per il mio commercialista mi avevano mandato la comunicazione della scadenza della rata da pagare.
Da qui capisci i dubbi che mi possono venire.
In ogni caso se la mia domanda era inopportuna visto lo scopo di questo blog mi scuso e ti ringrazio ancora.
Buona giornata
Purtroppo Andrea è un film già visto.
Non immagini quante mail riceva ogni settimana da parte d’imprenditori che mi chiedono una sorta di “conferma” sul comportamento del professionista che li assiste..
La cosa è sinceramente triste…
Comunque non preoccuparti perché la tua domanda non era
assolutamente inopportuna, anzi, mi ha fatto molto piacere toglierti almeno un dubbio!
Ciao e continua a seguirmi!
Matteo
Salve Matteo,
ma nel caso di un lavoratore dipendente a tempo indeterminato che vuole affiancare alla sua attività a tempo continuato (40 ore la settimana) un’impresa di tipo commerciale (per la precisione codice Ateco 73.11.02 “Conduzione campagne marketing e altri servizi pubblicitari”) come si configura il quadro dei contributi?
Dovrà versare i contributi fissi?
Ciao Maurizio,
benvenuto nel mio blog e grazie per il commento.
Il fatto che tu abbia un lavoro dipendente a tempo indeterminato, ma sopratutto a tempo pieno, non fa sorgere dubbi sul fatto che tu ti dedichi in maniera abituale e prevalente all’attività svolta come dipendente e, di conseguenza, non nasce l’obbligo di iscrizione all’Inps.
In aggiunta, per stare tranquilli, ti consiglio di chiedere l’autorizzazione a svolgere quella determinata attività al tuo datore di lavoro. Di questo aspetto non ne parla mai nessuno ma ti assicuro che è importante, infatti, ho deciso di parlarne approfonditamente in uno dei miei prossimi articoli.
Ciao e continua a seguirmi!
Matteo
Ciao Matteo,
grazie per la risposta e del consiglio di chiedere l’autorizzazione al mio datore di lavoro.
Maurizio
Ciao Matteo,
Innanzi tutto ti ringrazio e ti faccio i complimenti per l’articolo davvero molto interessante ma soprattutto semplificato e scritto in modo chiaro anche per chi non è del settore.
Io ho un’idea commerciale (vendita di un servizio) ma al contempo lavoro come dipendete a tempo indeterminato, vorrei aprire la partita iva per fare le cose in regola ma ovviamente mi spaventata (più che per le tasse che sono comunque commisurate in percentuale sull’effettivo guadagno) per i contributi da pagare.
Volevo chiederti visto che pago già i contributi come dipendente è comunque obbligatorio pagare i contributi come autonomo nel caso in cui aprissi la partita iva?
Se questo fosse possibile, come posso dimostrarlo o che tipo di dichiarazioni devo fare?
Ciao Sonia,
grazie mille per i complimenti!
Mi fa molto piacere averti aiutato a mettere a fuoco la questione.
In linea generale posso dirti che il dipendente a tempo pieno che decide di aprire la partita iva non è obbligato ad iscriversi alla gestione Inps commercianti, nel caso in cui l’attività che andrà a svolgere sia di natura imprenditoriale (iscrizione alla Camera di commercio), perché l’attività prevalente è quella subordinata.
Nel caso in cui l’attività fosse di natura professionale (libero professionista non iscritto ad un albo professionale) è sempre dovuta la contribuzione alla gestione separata Inps, seppure in misura ridotta.
Ci tengo a precisare, però, che queste sono considerazioni generali ed ogni caso necessita di un livello di approfondimento incompatibile con la sezione commenti in quanto le variabili sono tantissime.
Ciao e in bocca al lupo per la tua attività!
buongiorno, sono in possesso di una partita iva con sistema di regime dei minimi dal 2014, anno in cui ero dipendente di un’aziende e ovviamente i miei contributi venivano automaticamente versati dall’aziende. svolgevo, con la mia partita iva, attività web-agency con redditi non superiori a 3000 euro annuali. quest anno, in data 04 maggio 2015, sono stato licenziato dall’azienda e, come da informazioni dal commercialista, ho richiesto indennità di disoccupazione naspi, in quanto, la mia partita iva era stata creata prima della fine del rapporto dipendente e non supererò, in questo anno solare, i 4800 euro annuali di sbarramento.
per quanto riguarda la contribuzione, da maggio 2015, dal momento in cui sono stato licenziato (appartengo alla AGO) mica sono obbligato ad iscrivermi a quale gestione separata e pagare mensilmente i miei contributi? Sono automaticamente inseriti nell’indennità di disoccupazione di cui usufruisco? grazie
Ciao e complimenti per il blog chiaro e sintetico(ottimi gli esempi).
Io ho un’attività di autonomo e pago contributi fissi INPS.
A Maggio 2015 ho intrapreso un rapporto di lavoro indeterminato a 30 ore settimanali ma l’inps non vuole riconoscermi che il mio lavoro principale, ora, è quello da dipendente, devo per forza aspettare la dichiarazione 2015 per verificare? Posso richiedere gli assegni familiari?
Ciao Gianpaolo,
benvenuto nel mio blog e grazie dei complimenti.
Purtroppo quello che scrivi non è corretto.
I lavoratori autonomi, infatti, non pagano i contributi fissi INPS ma sono tenuti sempre (anche in presenza di un lavoro dipendente a tempo pieno) ad iscriversi alla GESTIONE SEPARATA INPS e al pagamento dei relativi contributi, seppure in misura ridotta.
Ti consiglio di rileggere la sezione – Lavoratori autonomi “senza cassa”- di questo articolo.
Detto questo valgono anche nel tuo caso le considerazione che ho fatto ad Andrea..
Ciao e a presto
Quindi dovrò comunque fare una richiesta oppure avviene in automatico? Il responsabile dell’INPS mi ha liquidato dicendomi che potevo sospendere il pagamento solo nel caso in cui il mio lavoro fosse full-time…..oppure chiudere l’attività di autonomo oppure di pagare cosi da fare un accumulo sulla pensione se ci arrivo…Grazie ! (per fissi intendevo i quattro pagamenti annuali dei contributi)
Ciao Giampaolo,
i lavoratori autonomi sono sempre tenuti al pagamento dei contributi Inps, quindi, puoi fare tutte le richieste che vuoi ma saranno sempre e comunque dovuti nei seguenti modi:
1)L’ammontare dei contributi è calcolato in percentuale al reddito effettivo;
2) Non sono tenuti al versamento dei contributi fissi.
Ti consiglio di trovarti un buon commercialista perché ti vedo un po’ confuso e rischi sinceramente di commettere degli errori!
In bocca al lupo per la tua attività.
Matteo
Che ti devo dire, Grazie!
Qui, da me, ognuno ha la sua versione , bho!
Ciao Matteo,
ottimo articolo..grazie!
Avrei una domanda. Ho intenzione di creare un app che permetta ai commercianti di promuovere i loro eventi.I miei guadagni quindi verrebbero dai commercianti che pagherebbero per tale pubblicita’.
Con il regime dei minimi, potrei essere escluso dal pagare il contributo fisso dell inps? Risulterei cm professionista o commerciante? Sto cercando una soluzione che mi permetta di non pagare questi contributi fissi.
Grazie mille!
Ciao Dario,
attualmente l’unico regime che “evita” il pagamento dei contributi fissi è il regime forfettario. Se scarichi la mia guida trovi le informazioni che cerchi! https://www.avviareunimpresa.com/aprire-partita-iva/
In bocca al lupo!
Ciao Matteo, anch’io inizio con i complimenti alla chiarezza e sinteticità (quest’ultima essenziale per garantire la prima 😉 ).
Ad oggi sono ancora un dipendente a tempo indeterminato (1° liv. Q), anche se l’azienda dove lavoro è in tale crisi che potrebbe chidere da un momento all’altro.
Vorrei quindi iniziare un’attività commerciale “salvagente” prima di trovarmi seduto … sull’asfalto. Ho un’opportunità nel rappresentare un distributore di sistemi di illuminazione LED e posso farlo (credo) senza P.Iva, considerandola un’attività occasionale. Il punto è dato dall’incertezza che l’attività produca redditi soddisfacenti e quindi vorrei prima “provare”.
Il distributore, al raggiungimento di un certo fatturato potrebbe quindi liquidarmi con una singola ritenuta (lui è d’accordo) per poi valutare se il lavoro svolto possa giustificare l’apertura di una vera e propria attività di rappresentanza commerciale.
Il problema è nato da poco: ho trovato dei prodotti (luci LED) che vorrei acquistare e rivendere a commercianti e installatori, con una clientela potenzialmente più interessante rispetto al discorso di rappresentanza.
Domande:
– Può convenire l’apertura di una P.IVA a mio nome, essendo io già un lavoratore dipendente? (leggevo in questo articolo che può essere una soluzione per non devolvere una fortuna all’INPS)
– Posso così iniziare un’attività prettamente commerciale e non di consulenza? (fino a che sono ancora dipendente o il volume di lavoro non mostri un’unversione di priorità tra le due attività, immagino)
– Può convenire che l’attività commerciale sia in qualche modo condotta dalla mia compagna, disoccupata, 35 anni, figlia minore a carico e non convivente con me?
– Se si, come consigli di farlo, sempre per non rischiare di pagare più INPS (e tasse) dei potenziali e molto dubbi introiti?
Se mi togli questi dubbi, ti prometto un piccolo monumento, un caffè pagato, un link nel mio futuro spazio web e… un gigantesco GRAZIE!
Alessandro
Ciao, è tutto più chiaro ora ma ho comunque una domanda per te. Il mio compagno ha aperto la partita IVA per potersi dedicare all’attività di risarcimento danni. Ha iniziato con le migliori intenzioni ma il mondo delle assicurazioni non ti da spazio. In pratica sono due anni che non ha reddito (zero spaccato) e se non ci fosse il mio stipendio non so dove saremmo ora. I contributi INPS li deve pagare comunque? Grazie
Una precisazione, per professionisti senza Albo cosa si intende? La partita IVA è stata aperta codice ateco “disbrigo pratiche”. Grazie ancora.
Sono i professionisti/lavoratori autonomi che non hanno una cassa di previdenza propria.
Per farti un esempio gli avvocati hanno la Cassa Forense (e pertanto sono definiti PROFESSIONISTI CON CASSA) mentre i consulenti freelance non hanno una propria cassa previdenziale (e pertanto sono definiti PROFESSIONISTI SENZA CASSA).
Ciao Ilaria,
che tipo di attività svolge il tuo compagno? E’ per caso un agente di commercio?
Ciao, Io sono un insegnate e ho partita IVA. Non so cosa devo fare perchè non mi sono iscritta a nulla e mi è stato offerto un lavoro come collaboratrice. Non so cosa dovrei fare per quanto riguarda la cassa previdenziale.
Ciao Chiara,
ti ho risposto via mail.
Salve Matteo!
vorrei approfittare della sua competenza per porle una domanda a cui nessuno mi ha saputo rispondere con certezza e unicità: se avvio la mia ditta individuale a novembre , pagherò i contributi Inps per l’anno 2015 solo novembre e dicembre oppure mi toccherà pagare pure ottobre ? o tutto l’anno? supponiamo fatturato per il 2015 pari a zero.
grazie anticipatamente !
Salve Claudia,
benvenuta.
Per risponderti è necessario sapere che tipo di attività andrai a svolgere.
agenzia viaggi codice ateco 79.11.00 grazie
Ciao Claudia,
se l’attività viene avviata a novembre 2015 dovrai pagare i contributi fissi INPS solo per gli ultimi due mesi dell’anno.
A questo si dovranno aggiungere eventualmente i contributi a percentuale.
A presto
Buonasera, sono un architetto non iscritto all’albo, 27 anni .
Mi hanno offerto uno stipendio a P.iva di 1250€ al mese, non so se mi conviene aspettare di abilitarmi oppure aprire la p.iva con l’Inps in attesa di abilitarmi, si spera, a Gennaio.
Cosa mi conviene fare?
Ciao Simon,
quanto ti manca all’abilitazione?
Se tutto va bene, Gennaio, se non dovessi passare l’esame di abilitazione, sarebbero molto mesi dopo.
Quello che mi chiedo è se aprendo una partita iva da disegnatore, e poi un giorno convertendola in p.iva da architetto, oltre ai contributi INPS che perderei, rischio di perdere anche il regime dei minimi?
Assolutamente no Simon,
il cambio di codice attività da disegnatore ad architetto NON influisce sul tuo diritto nel rimanere nel regime dei minimi.
Il “punto” della questione è che i contributi che verserai alla gestione separata Inps non sono trasferibili, neppure a pagamento, nell’INARCASSA.
Se ti abiliti a gennaio 2016, però,non saranno una cifra “importante”.
La scelta in questo caso (se aprire la partita iva oppure aspettare l’abilitazione) è quindi molto personale.
Posso però dirti che molti miei clienti professionisti hanno fatto in questo modo.
Apertura di una partita iva “generica” all’inizio del tirocinio formativo e poi al momento dell’abilitazione hanno cambiato il codice attività e nessuno di loro si è pentito della scelta.
In bocca al lupo Simon.
Buonasera una informazioni, dovrei aprire la partita Iva il primo novembre e l’attività commerciale a gennaio devo pagare i contributi inps per 2mesi o inizio a pagare con avvio dell’attività a gennaio grazie per il vostro aiuto .
Ciao Andrea,
benvenuto.
Se apri semplicemente la partita Iva a novembre 2015 e inizi l’attività a gennaio 2016 non sei tenuto a pagare contributi per il 2015.
E’ però necessario che la pratica d’iscrizione venga fatta correttamente… indicando come “inattiva” la tua impresa per il 2015.
Altrimenti, anche se non hai lavorato, l’Inps ti chiede i fissi per gli ultimi due mesi del 2015.
Ciao e in bocca al lupo.
Salve, gestisco un b&b in forma occasionale/stagionale(senza p.iva) e lavoro come web editor freelance. Facendo un calcolo delle mie entrate nel 2015 arrivo a circa 10.000 quindi so di dover classificarmi come lavoratrice autonoma e di dover iscrivermi e pagare la gestioen separata inps. Nella dichiarazione dei redditi 2016 inserirò ai redditi “diversi” i miei proventi. Quando e quanto dovrò versare circa per la gestione separata dei contributi?
Grazie per la risposta, Eleonora D.
Ciao Eleonora,
benvenuta.
I lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata, devono versare di contributi il 27,72% del loro reddito effettivo ( che risulta dalla dichiarazione dei redditi).
Ciao
BUONGIORNO,SONO IN REGIME FISCALE DI VANTAGGIO ART.27
D.L. 98/2011 (SUPERMINIMI) CON COD.ATECO N.702209 (ALTRE ATTIVITA’DI CONS. AMMINISTR.) VORREI PROVARE A COMPRARE STOCK DI VESTITI NUOVI E USATI PER RIVENDERLI DIRETTAMENTE A AMBULANTI,NEGOZIANTI E PRIVATI.SICCOME SI TRATTA DI UNA ATTIVITA’ MARGINALE CHE VORREI PROVARE A FARE PER ARROTONDARE E CHE SOPRATTUTTO NON MI DA NESSUNA CERTEZZA DI GUADAGNARE QUALCOSA, VOGLIO ASSOLUTAMENTE EVITARE DI TROVARMI A PAGARE DUE VOLTE I CONTRIBUTI IN QUANTO
GIA’ LI PAGO IN SEDE DI UNICO SULLA BASE DI QUANTO FATTURO NEL CORSO DELL’ANNO PER LA MIA ATTIVITA’ DI CONS. AMMINISTRATIVA (SONO IMPIEGATA PART-TIME)SICCOME MI DICONO ALLA CONFARTIGIANATO CHE FORSE DOVREI PAGARE ANCHE LA GESTIONE COMMERCIANTI PER UN FISSO DI OLTRE 3500 EURO ANNUI MI TROVEREI A PAGARE DI TASSE IL 70% DI QUELLO CHE MEDIAMENTE RIESCO A GUADAGNARE.OVVIAMENTE SE COSI FOSSE NON HA NESSUN SENSO TENTARE DI INTEGRARE IL MIO REDDITO PERCHE’ MI TROVEREI A PAGARE MOLTO DI PIU’ DI QUEL POCO CHE POTREI FORSE GUADAGNARE. LA PREGO DI CHIARIRMI SE POSSO O MENO INIZIARE A FARLO E CON CHE COD.ATECO PERCHE’ TROVO ASSURDO CHE NON MI VENGA DATA LA POSSIBILITA’ DI POTER TENTARE DI GUADAGNARE QUALCOSA IN MODO ONESTO SENZA DOVER PER FORZA ESSERE COSTRETTA A LAVORARE IN NERO.
RINGRAZIO PER LA CORTESE RISPOSTA, Alessandra
Ciao Alessandra,
per cortesia quando scrivi sul blog non farlo tutto in maiuscolo perché rende difficile la lettura ed equivale ad urlare.
Detto questo la rivendita di vestiti è un attività commerciale e “purtroppo” i contributi fissi vanno pagati (indipendentemente dal reddito) .
L’unica possibilità che hai è verificare, con il tuo consulente, se nel tuo caso specifico è possibile (nonché conveniente) passare al regime forfettario.
Ciao
Buongiorno,
sono una libera professionista con partita iva in regime dei minimi dal 2013, iscritta alla gestione separata dell inps.
Dal 2013 fino a settembre 2015 ho lavorato come dipendente.
Nel 2014 e 2015 non ho emesso fatture ma ho mantenuto aperta la partita iva.
Quest’anno sono andata a credito zero perchè avevo pagato fin troppe tasse nel primo anno di attività.
Al momento sono disoccupata e per motivi personali non lavorerò neppure come libero professionista, ma vorrei mantenere comunque aperta la partita iva.
La mia domanda è la seguente: ipotizzando di non emettere più fattura fino alla fine dell’anno quanto dovrò versare all’INPS nel 2016? Come posso fare a calcolare l’importo dovuto?
Grazie
Ciao Laura,
innanzitutto considera che mantenere “aperta” una partita Iva inutilizzata non è consigliabile..(dichiarazione dei redditi obbligatoria, studi di settore ecc.).
Detto questo se il tuo reddito è zero non dovrai pagare nulla di contributi.
Ciao
salve Matteo
io sto prendendo la dissoccupazione da feb 2015 e ho aperto la partita iva a marzo
la prima fattura l,ho fatta nel mese di aprile
volevo chiedere se devo cmq pagare l’inps( e qualle sarebbe l’importo considerando che le mie fatture sono di 350 al mese….e dove devo fare la dichiarazione)
svolgo un lavoro autonomo ‘senza casa’ (ag.turistico) e ho 31 anni quindi ho scelto il regime di 5%
Grazie
Ciao Mariana,
benvenuta.
I lavoratori autonomi cosiddetti “senza cassa”, iscritti alla gestione separata, devono pagare di contributi il 27,72% del loro reddito effettivo ( che risulta dalla dichiarazione dei redditi).
Per fare la dichiarazione il mio consiglio è di rivolgerti ad un commercialista.
Ciao.
Salve Matteo, bell’articolo! Ma ho una domanda da farti riguardo una professione che gira molto sul web: cioè la vendita delle proprie opere d’arte in digitale ( dischi e libri) su internet. Si tratta esclusivamente di materiale digitale, NON FISICO, di PROPRIA APPARTENENZA. Quindi opere d’arte auto-prodotte e per le quali si è detentori assoluti di diritti . Come ci si regola a livello fiscale? Esiste una soglia minima sotto la quale si è esenti dalla Partita IVA e dalla dichiarazione fiscale? E nel caso delle AFFILIAZIONI tipo Amazon, come ci si regola? Dove posso trovare info riguardo l’intera problematica?
Ti ringrazio
Ciao Patrizia,
per quel che riguarda le affiliazioni trovi tutte le risposte nel post che ho scritto sul blog di Dario Vignali. Lo puoi trovare qui http://www.dariovignali.net/aprire-la-partita-iva-per-il-web/
Per la vendita delle opere d’arte la questione basilare d’affrontare è se si tratta di un’attività occasionale o meno ( nell’articolo ti spiego come fare a capirlo).
A presto
Salve vorrei sapere se fare montaggio e riprese video (attività svolta prettamente in casa propria non in attività commerciale) può essere un’attività classificata come LAVORO AUTONOMO SENZA CASSA PREVIDENZIALE (FREELANCE) quindi evitare di pagare i contributi fissi ? grazie
Benvenuto.
L’attività di montaggio e riprese video può essere certamente classificata come attività di lavoro autonomo.
La cosa importante è che la tua attività sia “realmente” svolta secondo quanto previsto dalla disciplina del lavoro autonomo.
La trovi qui: https://it.wikipedia.org/wiki/Lavoro_autonomo
Ciao
Ciao Matteo ho letto la tua guida sul blog di Dario Vignali e vorrei chiederti se la vendita di infoprodotti in modo continuativo è equiparabile all’attività di affiliazione ai fini dell’apertura della partita IVA, e per stabilire il tetto massimo in caso di scelta del regime forfettario. Grazie mille, a presto!
Ciao Matteo leggendo la tua guida mi è venuta un’illuminazione geniale (scherzo ovviamente!), se io apro la partita IVA a dicembre 2015 pagherò a giugno 2016 le tasse calcolate sui redditi percepiti nel mese di dicembre 2015(più l’acconto per l’anno dopo)… È giusto? Perché se lo fosse significherebbe che pagherei quasi nulla giusto? Grazie mille…
Ciao Francesco,
ti garantisco che aprire la partita Iva per questo motivo è tutto fuorché geniale..
A presto!
Ok grazie dell’anno risposta! Complimenti per il tuo lavoro…
Buongiorno Matteo,
ho compiuto da poco 30 anni e viste le novità sul nuovo “regime dei minimi 2016” vorrei sapere una cosa: se aprissi a gennaio una partita iva come fotograto dovrei pagare anche la quota fissa INPS? oppure solo una percentuale sul fatturato?
ringrazion anticipatamente,
cordiali saluti,
Alberto
Ciao Alberto,
grazie del commento.
Per il momento non vi è nulla di certo ma stando alle ultime indiscrezioni chi aprirà una partita Iva nel 2016 aderendo al regime forfettario verserà i contributi ridotti del 35%.
Appena la norma verrà approvata in maniera definitiva scriverò un post specifico sulla questione.
A presto
Grazie mille per la risposta, allora attendiamo che la norma venga approvata definitivamente. Invece nel 2016 sarà sempre possibile emettere una ricevuta fiscale da privato a privato (per esempio lavoro occasionale in ambito fotografico)? oppure con i nuovi decreti vari è cambiato qualcosa?
Ti ringrazio ancora!!!!
Figurati!
La disciplina delle prestazioni occasionale rimane.
Tranquillo.
Ciao
ma secondo te la riduzione contributiva del 35% vale anche per la gestione separata?
Ciao Natasha,
la riduzione del 35% riguarda esclusivamente gli artigiani e i commercianti.
Ciao
Buongiorno,
ho questa domanda che mi assilla:
ho fatto il
lavoratore dipendente ed ho circa 35 anni di contributi ma al momento
sono disoccupato. Pr la pensione dovrei arrivare almenno a 43/44.
Potrei
quindi richiedere all’Inps l’autorizzazione per il versamento dei
contributi volontari che però, come già so, saranno molto alti, circa il
33% del lordo delle ultime 52 settimane lavorative con contributi
effettivi, e quindi parliamo di circa 1600 euro/mese. Un salasso, ma
pagare di meno non si può.
Ma se io aprissi una partita IVA come
artigiano, solo allo scopo di pagare meno contributi Inps, ad esempio
quelli fissi che lei ha ben spiegato, che ammontano a 3529 Euro/anno, mi
si abbasserebbe la pensione ma la prenderei prima senza attendere
quella di vecchiaia, ma che problemi potrei avere?
Si cumulano perfettamente in termini di anzianità e montante i contributi da dipendente con questi nuovi da partita iva?
Cosa potrebbero controllarmi ed eventualmente contestarmi?
Avrei altre spese da sostenere, tipo commercialista ecc.?
Ciao Matteo,
Sono un ingegnere libero professionista, lo scorso anno 2014 ho lavorato a tempo determinato con la scuola (da gennaio a giugno 2014 e poi da ottobre a dicembre 2014). La Cassa ingegneri, per l’anno 2014, non mi fà versare i contributi presso la stessa in quanto iscritto ad altra cassa obbligatoria (contributi previdenziali verso altro Ente “Inps- scuola Ex INPDAP”), quindi costringendomi a iscrivermi alla gestione separata dell’INPS. E’ leggittimo? visto che ho una cassa previdenziale di tipo professionale e la mia attività prevalente in termini di reddito è quella da professionista? cosa posso fare?
Buonasera, sono nel regime dei minimi, vendo solo merce con noleggio operativo. La società di noleggio operativo a cui mi appoggio quando mi paga le fatture indica l’iva e corretto? Per errore in due fatture che io faccio alla società di noleggio l’iva l’ho indicata anche io ma ho applicato la marca da bollo e la dicitura prevista per legge, che opero in esenzione iva ecc, ecc. Posso star tranquillo o ho commesso un’errore?
Salve, sono un commerciante ed ho un reddito di 14.500 €.
Se pagando i contributi pari a 3.529€. i restanti 10.971€. posso versarli sul mio conto corrente personale oppure anche in questo caso devo pagarci le tasse? Grazie mille.
Ciao Fabio,
benvenuto.
Per quanto riguarda i contributi Inps, avendo tu un reddito di 14.500 €, devi solo pagare quelli fissi (€ 3.529).
Di contributi a percentuale non ne devi pagare (sempre che il reddito di 14.500 si riferisca all’intero anno).
Dopodichè avrai sicuramente anche delle “tasse” da pagare…
Probabilmente ciò che t’interessa sapere, in realtà, è quanto ti rimane in “tasca” dopo che avrai pagato le tasse, o sbaglio?
Se non ho sbagliato ti consiglio di leggere questo mio articolo http://bit.ly/1zY0fBc in cui spiego proprio come fare.
Ciao
Hello Matteo
complimenti per la cura e l’attenzione
io sono una classica “tuttofare” e squattrinata -guardacaso….
cercherò di essere sintetica e spero che l’argomento possa essere utile 🙂
ok sparo eh?
visto che sono anni che cambio lavoretti,sono una 3d artist,pittrice e sarta
mai avuto una cerchia stabile di clienti,gli ultimi lav di grafica sono videoclip collab amichevoli
pensavo quindi di avviare un’ecommerce di elettronica,ma come tutti spaventata dal minimale INPS,
e se fattibile andare in gestione separata,affiancando una delle attività di cui sopra
ci terrei a rientrare nel regime vecchio dei minimi,non credo che il nuovo forfettario,con aliq 20% sia conveniente per l’ecommerce,in cui cè molta competizione dei prezzi
un commercialista mi ha detto che dal momento che è presente 1attività commerciale,il minimale INPS è d’obbligo comunque, addirittura anche in caso di aggiunta di lavoro subordinato(?)
quindi non c’è una soluzione per far convivere:
1 artigianato/professione
2 professione/commercio
3 artigianato/commercio ???
calcolando che il commercio (se possibile) sarebbe attività secondaria
in piu:
se produco videos (mai pubblicitari,produco cortometraggi 3d,o anche effetti speciali)
sarei in ENPALS(ex enpals)e automaticamente per esempio con un e commerce andrei in gestione separata?
GRAZIE xxxx
Ciao Olivia,
grazie mille dei complimenti.
Attualmente l’unico regime che ti garantisce di non versare i contributi fissi è il regime forfettario.
Chi sceglie questo regime fiscale, infatti, paga i contributi inps esclusivamente sul redditto effettivo.
Ciao!
Salve Sig Matteo,da lunedì a venerdì lavoro in un azienda come dipendente,però sabato e domenica fasco venditore ambulante in settore di calzature e pelleteria per questo l’aperto la partita iva a giugno 2015.Vorrei capire in caso che smetto di lavorare come dipendente e farlo solo venditore ambulante tutti i giorni della settimana,quanto chi sono tutte le tasse che devo pagare per un anno,compreso INPS.Grazie
Ciao Rinaldo,
purtroppo è impossibile rispondere alla tua domanda !
A presto
Buongiorno, sono un agronomo iscritto all’albo e verso i miei contributi alla cassa Epap.
Se volessi iscrivermi come agente di commercio, dovrei quindi versare sia alla cassa Enasarco che all’Inps? Oppure il fatto che io già versi ad una cassa previdenziale, in questo caso all’Epap, mi esenta da versare i contributi Inps?
La ringrazio anticipatamente e le auguro buona giornata.
Ciao Andrea,
benvenuto.
Purtroppo no, non sei esentato dal versamento dei contributi Inps.
Ad ogni modo ti consiglio, se non l’hai già fatto, di verificare all’ordine dei dottori agronomi della tua città che l’attività di agente di commercio non sia incompatibile.
E’ molto importante.
Ti ringrazio per la risposta, ma era quello che temevo.
Ho già verificato presso il mio albo e secondo loro non ci sono incompatibilità, a te risulta diverso?
Assolutamente no Andrea.
Se ti hanno detto che non ci sono incompatibilità puoi stare tranquillo!
Ci mancherebbe altro…
Benissimo, grazie ancora.
Ciao Matteo
Mi chiamo Giorgio, ho bisogno di sapere una cosa molto importante.
Io ho due attività, una da libero professionista “Geometra”, che non mi procura più reddito, comunque devo pagare i minimi sindacali della cassa (che non ce la faccio più a sostenere). L’altra ho una società srl a responsabilità limitata con un socio al 50% dedita al commercio. In pratica io vorrei togliere la partita iva da geometra, però il commercialista mi dice di non farlo se no dovrei pagare i contributi con l’attività commerciale. Però prima l’attività dominante era quella da Geometra, ora è l’attività commerciale. Non vorrei arrivare a pagare tutte e due. Inoltre il mio commercialista mi ha sconsigliato di togliermi la partita iva da geometra perchè essendo amministratore della srl dovrei pagare 2 volte l’inps. Ma è vera questa cosa? Non ci capisco più nulla, mi puoi aiutare?
Ciao Giorgio,
la sezione commenti di un blog non è il luogo adatto per rispondere a questo tipo di domande.
Capisci vero?
Il motivo non è la mia mancanza di voglia è che mi hai detto sì e no il 5% di quello che dovrei sapere per darti una risposta completa.
Il vero problema, se mi posso permettere, non sono i contributi Inps.
Il tuo problema è che non stai capendo come gestire uno degli aspetti più importanti di chi fa impresa.
Fermati un attimo e rifletti.
E’ normale che il socio/amministratore di una SRL vada su un blog a chiedere informazioni riguardo ad un argomento così specifico della sua attività?
Direi di no..
Telefona al tuo commercialista, prendi un appuntamento e fatti spiegare qual è il problema e come risolverlo al meglio.
Lui ha tutti gli elementi per risponderti nella maniera più corretta.
In bocca al lupo Giorgio.
Buongiorno Matteo,
complimenti direi per la chiarezza di blog e risposte ai commenti.
Mi aggancio a questo post perchè come il geometra sopra mi trovo in una situazione analoga ma quello che dice il mio commercialista non mi convince del tutto.
Sono un ing. elettronico libero professionista iscritto all’albo e a inarcassa dal diversi anni, nessun rapporto con INPS; la mia attività riguarda il campo informatico (assistenza, consulenza, …)
Da poco più di una anno sono socio di capitale e lavoratore di una SRLS che si occupa sempre di informatica; non sono amministratore, tale ruolo è ricoperto dall’altro socio che non è ingegnere. L’altro socio (già iscritto per precedente partita iva a gestione separata) quindi risulta iscritto alla gestione separata inps ed anche alla gestione commercianti. Ai nostri clienti emettiamo fattura con la società poi il mio socio percepisce compensi mentre io emetto fattura alla nostra società stessa.
IL PROBLEMA: Secondo il nostro commercialista il mio socio amministratore non doveva essere iscritto anche alla cassa commercianti perchè la sua attività dominante (come del resto la mia) è di programmazione e consulenza; la legge e i chiarimenti INPS (appuntamenti concordati e riunioni varie) l’hanno invece smentito ed il mio socio si è trovato con una doppia contribuzione inaspettata!
Ora dopoi citati incontri con INPS e ripetute riunioni sembra che la soluzione sia mettere la mia persona come amministratore unico secondo il principio per cui, essendo “protetto” da inarcassa, non posso essere iscritto alla gestione commercianti. Io ho molta PAURA di questa soluzione perchè una eventuale mia iscrizione ad INPS (commercianti) non solo semplicemente ribalterebbe il problema dal mio socio a me, ma metterebbe addirittura a rischio la mia iscrizione ad inarcassa (articolo 7 statuto: non deve essere iscritto ad altre forme previdenziali…); ci manca solo che sbattano fuori da inarcassa e sarei a posto…
Nella società lavoriamo entrambi a tempo pieno, il commercio è solo
marginale quando qualche cilente chiede la fornitura di macchine (sever,
pc, …), il codice ateco è 62.02.
Pensa che domandare conferma ad INPS che non mi iscriveranno alla gestione commercianti sia una richiesta sensata e vincolante?
Con questo mio post non chiedo una verità assoluta ma spero sinceramente
in una opinione o un consiglio competente come quelli che ho letto.
Grazie e Buon Anno
Buongiorno.
Chiedo perdono per la “americanata” ma penso che sia d’obbligo farle i complimenti per la chiarezza.
Le espongo la mia domanda.
Vorrei avviare un’impresa entro il 2015 ed aderire al regime forfettario attuale (senza minimi contributivi). Se andranno in porto le modifiche per il 2016, sarà comunque possibile continuare a non pagare i minimi iINPS oppure cambierà tutto anche se avvio adesso?
Ciao Gene,
grazie mille per i complimenti.
La tua è una bella domanda e me la fanno spesso ultimamente..
Purtroppo quello che succederà nel 2016 è difficile prevederlo (quantomeno oggi).
La risposta più probabile è no, in quanto il regime forfettario del 2016 reintroduce i minimali contributivi ( con una riduzione del 35%).
Rimani “sintonizzato” e vedrai che appena si saprà qualcosa di sicuro non tarderò a comunicarvelo!
Ciao e a prestio.
ciao matteo..vedo che sei una persona molto preparata..quindi voglio porti delle domande.mia moglie ha 32 anni da 10 anni lavora come gastronoma..vuole aprire una piccola gastronomia-salumeria..se si ottiene un cassetto giornaliero di 300 eurox24 giorni sono 7200 al mesex12 86400 annui.di cui togli il 40% di materie prime….6000 affitto 3600 prestito 10000 luce 2000 fra telefono inail camera comm.ect 1500ncommercialista tra inps e irpef e irap quando mi resta in tasca??un altra cosa si puo versare ogni mese uno stipendio sul prorprio conto 850-950 euro?anche questo viene incluso per inps e irpef?grazie mille
ciao Matteo…
ho un’amico che ha aperto la partita iva a fine ottobre (agente enasarco), quando e per quale importo dovrà pagare i contributi INPS? Già al 18 novembre (quindi la scorsa settimana?) e per quale importo?
grazie
Ciao Marco…
è impossibile rispondere alla tua domanda.
Se non altro per il modo in cui l’hai formulata.
Salve vi spiego il mio problema. Nel 2011 ho subito una truffa in pratica mi hanno convinto a mettermi come amministratore di una societa s.a.s. di cui sono stato amministratore per 5 mesi dall’apertura e poi ne sono uscito grazie al consiglio di un avvocato amico.
Quello sicuramente non ha pagato nessuna tassa, visto che circa un mese fa mi è arrivata una cartella esattoriale per diritto della camera di commercio 2011.
La mia domanda è: Cosa mi aspetterà ancora ? Mi arriveranno altre cartelle esattoriali? Ci sono altre tasse che si devono pagare obbligatoriamente appena si apre una società?
Inps, spazzatura e altro? oppure devo stare tranquillissimo cioè devo pagare solo il diritto della camera di commercio e non mi arriverà più niente?
ciao Matteo, ottima guida… io dovrei aprire partita iva come libera professionista e sono molto indecisa se optare per il vecchio regime dei minimi oppure aspettare gennaio e optare per il nuovo regime forfettario.. a tuo parere qual’è più conveniente tra i due?
la riduzione contributiva del 35% è valida anche per l’inps gestione separata o solo per artigiani e commercianti? grazie!
Ciao Natasha,
un regime fiscale “migliore” in assoluto non esiste.
Dipende tutto dalla tua situazione specifica.
Se leggi la mia guida puoi trovare degli spunti pratici per capire cosa è meglio per te.
Ciao
P.s. la riduzione contributiva del 35% riguarda esclusivamente gli artigiani e i commercianti.
Ciao Matteo,
Ho aperta la partita IVA (minimi dei redditi) e la commercialista della azienda dove lavoro ha detto che mi pagano loro (l’azienda) i miei contributi. Il pagamento lo farà quando fanno loro la dichiarazione dei redditi.
Io voglio chiudere la partita IVA a gennaio 2016 – ho redditi solo nel 2015. Posso chiuderla se non ho pagato io i contributi?
Grazie e spero che sono stata chiara 🙂
Cordiali saluti,
Elena
Ciao Elena,
ti confermo che è possibile chiudere la partita Iva anche se non hai pagato tutti i contributi Inps.
Considera però che il tuo debito non viene “annullato”..
Grazie 🙂
ciao!
sono un artista di strada adesso lavoro e “fatturo” tramite una cooperativa, vorrei sapere se con una ditta individuale che fattura 10.000€ all’anno devo pagare i 3.500€ di inpsinail oppure posso pagare solo la percentuale sul rivenuto?
Scusate se dico cose stupide ma mi sto approcciando ora al mondo delle fatture e vorrei capirne di più.
Ciao Giulio
Ciao, vorrei sapere se ai fini contributivi valgono più i versamenti da dipendente a quelli di partita iva considerando le stesse somme versate.
Ciao Matteo, io ho aperto la partita IVA nel marzo 2010,ho un’ azienda individuale di pulizie e fino ad adesso ho pagato tutti i contributi. Ti chiedo se nel 2016 potrebbero diminuire le tasse con la legge del nuovo regime forfettario. Cordiali saluti,Vida.
Ciao. Scusa ma un traduttore (non giurato) deve pagare obbligatoriamente l’inps? Anche se è un libero professionista?
Ciao Diego,
l’obbligo di versare i contributi previdenziali interessa tutti coloro che svolgono un’attività economica, traduttori compresi.
Ciao
Buongiorno Matteo, vorrei aprire la mia attività di agente immobiliare. Quanto mi costa aprire e mantenere al P.IVA? Quanto sono obbligata a versare allo stato ogni anno come acconto e come saldo a fine anno?
Ciao Natalia,
benvenuta nel mio blog.
Aprire la partita Iva non costa niente. Puoi farlo anche tu personalmente.
Per il resto è impossibile sapere a priori quanto dovrai pagare di tasse.
Dipende da un milione di cose.
A presto.
Salve sono un collaboratore di una società di mediazione creditizia iscritta all’oam per cui anche io annualmente faccio degli aggiornamenti professionali Ivass e oam.
Ho 33 anni e nel maggio 2014 ho aperto la partita iva regime dei minimi. Possibile che fin ora il mio commercialista non mi ha detto di pagare qualcosa. Le fatture che emetto prevedono solo l’enasarco! Cosa dovrei pagare? E i contributi inps?
Ciao Donato,
sinceramente non saprei proprio come mai il tuo commercialista non ti ha detto “di pagare qualcosa”.
Scherzi a parte, se fossi al tuo posto, inizierei domandandoglielo.
In bocca al lupo Donato.
salve matteo, anche io sono stato collaboratore di una società di mediazione creditizia, ma non ho mai fatturato alcunchè in questo periodo. L’inps come faccio a pagarlo se non ho fatturato realmente nulla? la mia commercialista dice che va pagato ugualmente, ma come faccio?
Ciao Mike,
purtroppo l’unica cosa che mi viene in mente è di verificare se hai dei crediti (irpef, iva ecc.) da utilizzare per pagare l’Inps.
Altrimenti l’unica soluzione è richiedere un pagamento rateale all’Inps.
In bocca al lupo
Buongiorno,
sto per iniziare un’attività autonoma come elettricista, e volevo chiedere se aprendo la partita Iva nel 2015 posso ancora accedere al regime dei minimi o ricado comunque nel forfettario. Devo acquistare il furgone e vorrei poterlo dedurre interamente.
Grazie e cordiali saluti.
Ciao Matteo
mi hanno offerto un lavoro come tecnico di cantiere in cui dovrei aprire la partita iva e collaborare con un studio di un architetto. Quello che vorrei capire è se mi conviene aprire la partita iva, ho 26 anni geometra senza abilitazione e non iscritto all’albo. Potrei aprirla con i minimi? mi rimarrà qualcosa in tasca? grazie
Buongiorno….una domanda che puo’ esser banale…se fino a ieri avevo le caratteristiche per essere artigiano (quindi iscritta all albo degli artigiani e soggetta al versamento contributi inps previsti per artigiani)ma oggi non le ho piu (accetto un lavoro subordinato che diventa la mia attivita prevalente pur continuando a mandar avanti la mia ditta artigianale)a che versamenti inps sono soggetta?secondo caso: se nella mia ditta artigianale oggi supero il numero di dipendenti ammessi per essere definita artigianale che contributi inps devo versare per me ?contributi previsti dalla gestione separata?
Grazie
KETJ
Mi scusi se sono la dip a 40 ore e apro p iva come consulente Trib senza albo devo pagare i contributi visto che me li paga il dat di lavoro? se apro anche con un codice ateco come promot finanz rientro nel commercio e pago anche li i contributi o li pago per differenza è in che percentuale grazie se mi può rispondere rigamonti78@gmail.com
Buongiorno Matteo! Volevo chiedere che tipo di partita iva dobbiamo aprire, se vogliamo fare design floreale, composizioni dei fiori, allestimento floreale per tutti i tipi di cerimonie etc..? E se è possibile aprirla in due? Ho trovato su internet qualche informazione sul regime dei minimi che ci conviene di più però in questo caso la partita iva, se ho capito bene, dovrebbe essere registrata su una sola persona che non può prendere i collaboratori…Sono un pò confusa cmq.. Grazie in anticipo!
Salve
vorrei un chiarimento relativamente ai contributi INPS.
Io sono un lavoratore dipendente in un’impresa privata, vorrei aprire la partita IVA per un’attività artigiana che affianco a quella di dipendente. Devo versare comunque i contributi INPS oppure quelli versati come dipendente coprono quelli della ditta individuale?
Grazie
Marco
Ciao Marco,
benvenuto.
L’apertura della partita Iva da parte di un dipendente va sempre valutata con molta attenzione.
Dare consigli al volo su questi argomenti è molto pericolo.
Generalizzando posso dirti che l’attività artigianale è incompatibile con il lavoro dipendente a tempo pieno.
Dopodiché è sempre bene chiedere l’autorizzazione a svolgere quella determinata attività al datore di lavoro.
Di più è impossibile dirti (senza “studiare” la tua situazione con attenzione naturalmente).
Spero comunque di esserti stato utile.
Ciao
Salve, ho un problema con l’inps “credo causatomi dal mio commercialista” io sono titolare di una ditta individuale edile, una sorta di imprenditore, perchè io quando inizio un lavoro edile non ci lavoro con le mie mani ma assumo il personale a cui pago i contributi inps inail e cassa edile, a fine lavoro li licenzio e finisce li, quindi credo di non dover versare nulla per me all’inps, invece mi sono ritrovato iscritto nei “COMMERCIANTI” che mi comporta un costo di circa 900€ ogni tre mesi da versare all’inps per i miei contributi.
Sbaglio io o ha sbagliato il mio commercialista nel compilare qualche modulo?
Grazie, Alessio
Salve non mi è molto chiaro il reddito effettivo. supponiamo che io fatturo 100000 euro (alla fine 80000 con la ritenuta di acconto) non ho figli niente moglie niente da detrarre , nulla. pago di irpef 36170 euro circa. il reddito effettivo sono i 100000 o i 100000 – 36170?
grazie mille
salve..vorrei sapere se il procacciatore d’affari a regime forfettario deve includere il contributo previdenziale inps, nelle fatture emesse grazie giuliano
Ciao,chiedo una domanda,io ho aperto la p.iva a novembre 2015 ora devo pagare le quote INPS già dalla rata di febbraio 2016? l’ho aperta da solamente 3 mesi e già devo pagare la prima rata? grazie mille
Buongiorno Matteo, complimenti per il blog! ben fatto, semplice, illuminante.
Mi è finalmente tutto chiaro, ma ho bisogno di capire ancora una cosa: sono una freelance (mi occupo di grafica) vorrei aprire una P.IVA regime forfettario, negli ultimi 2 anni ho lavorato con collaborazione occasionale (senza superare i 5.000 € annui). Mi chiedo se possono coesistere P.IVA e collaborazione occasionale? La mia idea per quest’anno, se possibile, è quella di continuare con collaborazione occasionale fino a quando posso (entro i 5.000 €) e poi aprire P.IVA. E’ una cosa fattibile? Lo consiglieresti? Grazie mille! Maria Lucia
Ciao Maria Lucia,
innanzitutto grazie per i complimenti.
Per quello che riguarda il binomio “apertura della partita” e “limite dei 5.000 euro” ho risposto qui: http://bit.ly/1Qa16mm
Mi raccomando, leggilo fino in fondo.
A presto
Grazie Matteo!
Buongiorno Matteo,
Sono una partita Iva impresa e vorrei ampliare la mia attività con una collaborazione con un’azienda che fa vendita porta a porta codice ATECO 47.99.10.
Se non avessi già la partita IVA aperta l’azienda (superate le provvigioni di € 6.410,00 mi farebbe aprire la partita IVA e mi pagherebbe per 2/3 la gestione separata INPS.
Avendo io già aperta la partita IVA come impresa, pago l’INPS con i contributi fissi. Devo iscrivermi anche alla gestione separata? oppure posso aggiungere i contributi della gestione separata pagati dall’azienda ai contributi fissi?
Grazie in anticipo
Buongiorno, complimenti per l’articolo..mi ha chiarito qualche dubbio!!! =D
Se può aiutarmi però avrei una domanda..ho una Partita Iva in Regime dei minimi aperta 4 anni fa..volevo chiuderla l’anno scorso, ma per tempo e dimenticanza non sono riuscito a farlo prima della fine dell’anno..quindi, visto che nel 2015 non ho fatturato nulla, avrò comunque delle spese da pagare o sarà semplicemente una Partita Iva in regime aperta, ma inattiva? spero di essermi spiegato…
Ciao Samuele,
purtroppo la tua è una situazione “rischiosa”.
La partita Iva va chiusa entro 30 giorni dal momento in cui è cessata l’attività.
Nel tuo caso quindi è una chiusura tardiva (sanzionabile).
Fai molta attenzione anche alle comunicazioni da fare a Inps, Inail, Camera di Commercio…e alle dichiarazioni dei redditi.
Ti consiglio di farti seguire da qualcuno per questi adempimenti.
In bocca al lupo.
Buongiorno, innanzitutto grazie, trovo più risposte qui che alle mail inviate cento volte per avere una riga non esaustiva dal mio commercialista.
Lavoro da consulente e purtroppo, per una fattura promessa ma non pagata, ho superato i minimi per soli 3000€. Dal 2016 sarò quindi nel regime ordinario ma non capisco quanto immaginare come guadagno netto (molto utile per capire anche come valutare ora il mio lavoro fronte cliente). Se ho letto bene, immaginando un incasso di 60.000€ darò l 45% in totale, giusto? (l’ho calcolato partendo dalla Sua simulazione dei 50.000€). Dovrò dare anche gli anticipi? se si a quanto li calcolo? Ad oggi non ne ho mai versati, e, alle mie domande piene d’ansia, il commercialista ha solo risposto “di non preoccuparmi che è giusto così”, non ho capito se è perchè ho guadagnato poco (erano 2,5 il 1° anno, 22k il secondo, 33k il terzo) o perchè effettivamente non li devo. Grazie davvero per qualsiasi info riuscirà a darmi.
Paola
buongiorno io, che voglio aprire una p.iva per vendere vino online di che categoria
faccio parte?
Buongiorno dott. Camurri, innanzitutto complimenti per il blog!
Vorrei porle un quesito, ho una ditta individuale in regime ordinario iscritta all’inps come gestione commercianti, vorrei poter fatturare anche come professionista. In tal caso devo iscrivermi anche alla gestione separata inps? spero di essere stata chiara
Grazie, Simona
Buonasera Dott. Camurri, ottimo blog e soprattutto grande chiarezza espositiva.
Sto valutando di avvicinarmi alla consulenza di impresa che rientra nelle professioni senza albo. Dall’esempio non mi è chiaro se ci siano degli obblighi di versamenti/costi nel caso in cui non vengano emesse fatture o se tutti gli obblighi contributivi siano unicamente legati alla produzione di reddito. Grazie Vincenzo
Buongiorno Vincenzo,
benvenuto nel mio blog e grazie dei complimenti.
Se inizi l’attività di consulente dovrai iscriverti alla Gestione Separata Inps.
I contributi che dovrai pagare si calcolano sul reddito effettivo che avrai alla fine dell’anno.
Nel caso in cui non emetti fatture il tuo “reddito effettivo” sarà zero o più probabilmente negativo e quindi non dovrai pagare contributi.
A presto
Grazie mille!
Buongiorno Dott Matteo, gentilmente mi aiuti a capire una cosa:
Io ho contributi per 35 anni come lavoratore dipendente.
A questo punto, disoccupato, per tirare ad arrivare alla pensione, tento un’attività come lavoratore autonomo, esempio idraulico, oppure fruttivendolo.
I versamenti INPS che dovrei efefttuare in questa situazione, sono di tipo a gestione Unica o a Gestione Separata?
Quindi, e arrivo al dunque, i miei 35 anni di contributi versati da dipendente si sommerebbero automaticamente a quelli da idraulico o fruttivendolo per arrivare ai requisiti necessari per la pensione, OPPURE dovrei fare una di quelle operazioni tipo “totalizzazione” o “ricongiungimento”?
Grazie molte in anticipo per il suo suggerimento!
Silvio
Salve, complimenti per il blog.
Sono una libera professionista “senza cassa”. Ad aprile 2015 ho aperto p.iva in regime forfettario, nel corso dell’anno però ho emesso una sola fattura di 108,00 euro. Vorrei sapere se devo versare i contributi alla gestione separata alla quale sono iscritta e in ogni caso se esiste un minino entro il quale non si paga nulla.
Ciao Anna,
“purtroppo” non c’è nessun minimo per chi versa alla gestione separata.
Quindi la risposta è si, dovrai versare i contributi.
Detto questo, ti anticipo che si tratta di poche decine di euro.
A presto
Buongiorno Matteo, e grazie per la chiarezza informativa. Ho aperto la P.Iva a dicembre 2014 per aprire la mia attività di grafica e stampa a gennaio 2015. Rientro nella categoria Artigiani – Regime dei minimi. Come per tutti, i contributi mi stanno ammazzando. L’assurdità è che non riesco a portarmi a casa lo stipendio ma pago i contributi di una pensione che non prenderò probabilmente mai. Il mio commercialista mi ha sconsigliato di passare al regime forfettario per via dell’IRPEF, ma sono veramente in crisi e a me sembrerebbe la soluzione migliore visto che quest’anno ho chiuso senza superare i 15,000 e rotti di cui parli nell’articolo. Tra l’altro, qual’è il rischio nel non pagare per 2 trimestri i contributi? Ci sono delle sanzioni o si potrebbe richiedere una rateizzazione sui pagamenti non effettuati? Grazie mille
Federica
buongiorno sig. Matteo
nel 2012 ho aperto la partita iva come artigiano ma è stata sempre inattiva. adesso ho deciso di aprire il mio locale come consulente d’estetica. vorrei sapere se è possibile e a che cosa vado incontro come pagamenti .vorrei evitare i costi fissi .. abito al sud e non è facile andare avanti ..
Buonasera Dott. Camurri, sono un pensionato di 65 anni. Ho la possibilità di continuare a lavorare per la mia ex azienda, dal pc di casa mia. Il mio lavoro consiste nella progettazione di pezzi meccanici. Ho un reddito da pensione che si aggira sui 46.000 € lordi annui. Quale tipo di partita IVA, secondo Lei, sarebbe più conveniente?
Grazie, a presto
Ho una ‘bella’ notizia; ho appreso dal commercialista e letto effettivamente la ‘legge’ che dal 2016 anche i forfettari-minimi cominceranno a pagare i minimali inps; cioè io ho aperto a settembre apposta per pagare costituzionalmente le tasse in percentuale (anche i contributi che in Italia non sono altro che una violazione di libertà, visto che io voglio scegliere come pagarmi la pensione, se permettete), e questo stato mi ha letteralmente pugnalato alla schiena (questo dopo avermi fatto perdere il lavoro..ditta chiusa per colpa delle tasse, oltre ad un pagamento aggiuntivo di tasse nel bel momento in cui ero disoccupato, tanto per gradire).. Io non ho aperto per divertimento, ma perchè questo posto non è in grado di darmi un cazzo se non me lo guadagno da solo! Le visite diagnostiche sono a pagamento, le autostrade sono a pagamento, il pronto soccorso per i codici verdi è a pagamento (io non pago mai ovviamente, anche se vado di rado al P.S., e nessuno dovrebbe farsi impecorinizzare così, ma c’è addirittura chi paga! Quando questo è completamente contro la costituzione). Ricordo che ai tempi della cassa integrazione non v’erano soldi, ma restituirono il contributo di solidarietà ai pensionati d’oro. E renzi che festeggia lo sconto di 300 milioni a Apple regalando all’amministratore un a targa? Oltre a Google, ed altre multinazionali che qui vengono solo per fare profitti, non ricchezza (questo và ricordato, il loro scopo non è dare lavoro, ma sfruttare un paese a proprio vantaggio, occorre far divenire i piccoli grandi, non i grandi ancora più grandi). Per non parlare delle evasioni condonate ai cessionari di slot! Ma vi rendete conto che state pagando le tasse per l’anno successivo in silenzio? E se non dichiarate l’anno dopo oppure morite mica ve le rendono! QUESTO SI CHE E’ RUBARE!
Ora ditemi: è ancora giusto pagare le tasse in questo paese? Io dopo questi tanti tradimenti continuai a pagare le tasse, per contribuire, perchè onesto, ma bè, ora ne ho proprio piene le palle di farmi prendere per il culo. E dico: Nessuno dovrebbe più permettersi di pagare un solo euro di tasse, forse finalmente andrebbero a prenderli dove sono sti soldi, dove è scomodo andare a prelevare, perchè in Italia più paghi le tasse e più gli sprechi crescono; qui RUBANO AI POVERI PER DARE AI RICCHI; è ora che tutti insieme cominciamo a rendercene conto, la favoletta dell’evasione che non permette i servizi è fuffa, lo vediamo tutti i giorni, ci sono sempre più entrate in tasse ma i costi dei servizi aumentano e diminuiscono pure di qualità, così come il debito. BASTA!
Buongiorno, ho un dubbio sul quale non riesco a far chiarezza nè con l’intervento del mio commercialista, nè direttamente con l’INPS. Fino al 2013 avevo 2 attività di cui una commerciale e ho pagato i contributi regolarmente. dal 2014 mi è rimasta una lavanderia self service e per 2 anni non mi sono stati chiesti i contributi, mentre da gennaio 2016, prima l’INPS mi dice che essendo un’attività industriale, non ci sono contributi da versare, poi mi manda un sms dicendo che la posizione INPS è stata aperta da gennaio 2016. Devo pagare o non devo pagare i contributi INPS? Fa differenza che sia un’attività self-service nella quale non presto attività lavorativa? E riguardo l’attività industriale, queste non pagano i contributi?
Grazie in anticipo
Marco
Buonasera a tutti…Bell’articolo ma ho un dubbio che mi tartassa. Quali sono le scadenze per il versamento dei contributi previdenziali? Ho molta confusione in testa. Nel mio caso specifico ho apero la p iva in regime dei minimi ad agosto 2015, quindi immagino che a breve io debba iniziare a pagare. Ci vorrebbe una tabella riassuntiva sul sito dell’INPS 😉
salve,vorrei intraprendere la carriera da fumettista come libero professionista e avevo dei dubbi sui contrubiti inps, visto che i miei guadagni inizialmente rispetterano i requisiti per rietrare nel regime forfettario idem per gli altri requisiti,come contributi inps versero solo il 28 % circa del mio reddito? (es. su 5000€ circa 1400 euro) più l’acconto per l’anno successivo o devo versare una cifra minima imposta dallo stato? l’acconto in caso a quanto equivale? mi scuso per il disturbo e la rigranzio in anticipo della risposta e per l’ottima guida.
Buongiorno,
Se un artigiano (elettricista) aprisse partita IVA e la chiudesse nel giro di un mese per conseguire un lavoro di durata breve, i contributi INPS dovrebbe pagarli sempre per intero calcolati per un anno? Grazie mille!
Buonasera, ho appena ricevuto la notizia che dovrò pagare contributo inps di circa 3000 euro per superamento dei 15000 in quanto nel 2015 ho reddito imponibile pari a 17000 e nel 2014 avevo un imponibile di 10000.
Leggendo il vostro blog mi è venuto il dubbio che ci sia un errore di calcolo in quanto mi pare di aver capito che il 22,65% è calcolato sulla cifra eccedente i 15000 e non su tutti i 17.
Grazie!!!
Buonasera! Molto interessante e dettagliato. Adesso le faccio questa domanda! Ma chi vuole iniziare a guadagnare con il micro stock ( foto) invece? . Non è un normale fotografo . Come è inquadrato? C’è qualche possibilità di inserirsi in una categoria più conveniente!? Sa di cosa sto parlando? Molti non conoscono il tipo di lavoro….
La ringrazio in anticipo
Buongiorno dott. Camurri, ho letto le sue pubblicazioni e ringrazio per il modo semplice e conciso che ha usato. Ne approfitto per esporre un mio problema nella speranza di non abusare della sua cortesia.
Nel giugno 2015 ho aperto la partita iva come consulente tecnico cod. 749093. Si tratta di piccole consulenze sulle cui fatture ho applicato la ritenuta d’acconto del 20% e l’iva al 22%. Mi è capitato però di procurare ad un cliente del materiale che ho acquistato e rivenduto fatturandolo senza ritenuta e con iva al 22%. Ho fatto le dichiarazioni trimestrali e versato l’iva a debito. Fatturato 12.500 € reddito 5.300 €. All’agenzia delle entrate non ho dichiarato il regime fiscale. Non ho capito cosa devo fare per i contributi INPS e quanto devo versare con queste premesse. La ringrazio anticipatamente e le porgo i miei pù cordiali saluti.
Mi hanno offerto di mettermi artigiano …la mia paga oraria sarà di 35 euro a ora …per un totale di circa 200 ore al mese….quanto mi rimarrebbe di guadagno effettivo in un anno?
Buonasera,
vorrei sapere se i contributi inps che ho versato quest’anno (relativi allo scorso anno) li devo imputare nelle spese da me sostenute e quindi concorrono alla formazione del mio reddito. Fatturato-spese-inps=reddito, corretto?
Buongiorno, vorrei avere delle delucidazioni per quanto riguarda il mio settore d’attività.
Ho aperto la mia partita iva in regime forfettario a Giugno 2016, sono un’intermediario assicurativo iscritto alla sez. E del Rui.
Nel mio caso quanto e quando dovrò Pagare i contribuiti inps? grazie
Buonasera Matteo, ottimo sito, mi sta chiarendo molte cose!! grazie per quanto fatto! Penso ci sia un refuso sugli importi espressi al di sotto della tabella dei contributi inps a percentuale: “Come puoi vedere, se il tuo reddito supera i € 15.548 , dovrai versare (solo sulla parte di reddito in più) un contributo pari al 23,10% se sei un artigiano e al 24,10% se sei un commerciante.
Nel “malaugurato” caso in cui il tuo reddito superi la soglia di € 46.123, la percentuale sale al 23,19% (sempre e solo per il reddito che lo supera) e al 24,19% rispettivamente per gli artigiani e i commercianti”.
Grazie mille dei complimenti e della segnalazione Stefano!
A presto!
Egregio Dott. Camurri, innanzitutti complimenti per l’articolo, è stato molto esaustivo, tuttavia vengo qui a porle un dilemma che mi attanaglia, la mia ragazza è diventata da poco (Agosto 2016) consulente ostetrica presso un consultorio privato, è stata dunque obbligata, essendo libera professionista, ad aprire una P.Iva e risulta una commerciante agli occhi dell’INPS. Nel corso del 2016 ha fatturato un dato importo ed ora il proprio commercialista la avverte che a Febbraio potrebbe arrivare un assegno dell’INPS, però, come lei stesso e molti altri affermano, perchè dovrebbe pagarlo? Non dovrebbe pagare da maggio 2017? Perchè le dovrebbe arrivare anche il conguaglio 2016? Spero di essere stato chiaro. La ringrazio dell’eventuale risposta.
Buonasera Dott. Camurri, grazie per questo blog molto utile e semplificativo di una materia che si presenta spesso “ostica” ai non addetti. Io ho aperto nel 2012 la partita iva usufruendo dei regimi minimi. Mi è da poco arrivata una comunicazione di debito da parte dell’inps dato che è stato accertato, per il primo anno di attività, “un importo a debito a titolo di contributi a percentuale o eccedenti il minimale, dovuto alla gestione artigiani e commercianti dell’Inps”. La spiegazione che mi è stata data è che, in sostanza, i minimali presi a riferimento per il primo anno di attività sono stati circa 8000 euro, e non 14/15.000, in quanto l’iscrizione all’Inps è partita non contestualmente con quella alla Camera di Commercio ma 6 mesi dopo, diciamo da giugno 2012 (non ho capito poi perchè). Il fatturato preso a riferimento però ha contemplato la produttività di tutto l’anno e questo mi ha portato inevitabilmente a superare gli 8000 euro di minimale. Risultato: 1282 euro di contributi non versati+240 euro di sanzioni dovute catalogati entrambi come “omissioni”. Quello che vorrei capire: era una cosa evitabile? Avrei potuto sapere all’epoca di questo minimale e regolarmi di conseguenza oppure questa “integrazione” è frutto di una regolamentazione successiva? Perchè poi hanno incluso anche una sanzione come se avessi deliberatamente scelto di non pagare entro i termini (quali poi)? Grazie Alessia
Ciao Alessia,
purtroppo è impossibile per me aiutarti senza avere il quadro complessivo della tua situazione.
Ad ogni modo immagino che tu sia stata assistita da un commercialista o un consulente per gli adempimenti iniziali e le relative dichiarazioni..
Quindi il mio consiglio è di rivolgere a lui queste domande. Sono certo che saprà aiutarti.
In bocca al lupo
Buongiorno e complimenti per il blog.
ho ricevuto un offerta di lavoro in cui mi si chiede di aprire partita iva avendo un compenso di 1000 euro al mese.
considerando che la professione che andrei a svolgere e quella di Educatore professionale di Comunità, ma saprebbe dire a quanto ammonterebbe il pagamento delle mie tasse a fine anno?
grazie Domenico
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Salve dott.camurri
Io ho una ditta individuale e non ho mai pagato inps, e non ho nulla intestato.
A cosa vado incontro?
In tutto questo iva e dichiarazione vengono puntualmente pagate.
Buonasera Dott. Camurri,
Vorrei aprire un laboratorio sartoriale in quanto svolgo questo lavoro da oltre vent’anni ma purtroppo la crisi mi ha lasciato a casa…
Posseggo un locale commerciale in una zona turistica della Sardegna e mi piacerebbe avere un’attività stagionale ma il mio dubbio principale sono i contributi INPS. Devo pagarli per un intero anno oppure solo per i mesi dichiarati lavorativi?
In che regime fiscale mi consiglia di registrarmi ?
Grazie e buon lavoro.
Buongiorno Ilaria,
i contributi Inps si pagano durante il periodo in cui è svolta l’attività.
Per quanto riguarda il regime fiscale migliore per il tuo caso dipende da troppi fattori (quindi è impossibile darti una risposta).
A presto
Buonasera e complimenti per il blog. Avrei una domanda: l’iscrizione alla gestione separata dell’Inps è obbligatoria contestualmente all’apertura di p.iva (regime forfetario, nell’ipotesi di aprirne una quest’anno)? O vale anche in quel caso il limite di 5000 euro? Mi spiego meglio: ponendo il caso che i ricavi complessivi dell’anno di apertura della p.iva siano inferiori a 5000 euro, è necessario comunque versare i contributi o è prevista esenzione dato che l’iscrizione alla gestione separata è obbligatoria solo al superamento di questa cifra (non mi è chiaro se questa cosa dei 5000 euro sia solo per i lavori autonomi occasionali o valga anche nel caso di apertura di p.iva)? Se viceversa i compensi superassero i 5000 euro, i contributi sarebbero da versare solo per la cifra eccedente o sull’intero importo? Grazie mille.
Buonasera Dan,
innanzitutto grazie dei complimenti.
Se la tua attività è occasionale paghi l’Inps solo se superi i 5.000€.
Se invece apri la partita iva e ti iscrivi alla gestione separata Inps perchè la tua attività è continuativa paghi i contributi su quanto guadagni (anche se fossero solo 100 euro).
A presto
Buongiorno, articolo molto chiaro! Ma se l’apertura della PI avviene durante l’anno, ad esempio a maggio, i contributi INPS cosidetti fissi saranno proporzionalmente ridotti (di 4 dodicesimi seguendo l’esempio di apertura PI a maggio) o vanno comunque versati per l’intero anno solare? Grazie per il chiarimento.
Ciao Roberto,
se apri la Partita Iva ad inizio anno (come artigiano/commerciante) i contributi fissi sono riproporzionati.
Se apri a maggio verranno ridotti di 4 dodicesimi, esatto.
A presto
Buongiorno, ottimo blog e complimenti per la professionalità. Vorrei chiederle un chiarimento, mi è stato offerto un lavoro come consulente assicurativo con la relativa iscrizione al RUI, e mi è stato chiesto di aprire la partita iva per un periodo di 6/8 mesi e al termine passare a dipendente. Tralasciando la dubbia correttezza di un operazione del genere vorrei sapere a quali costi fissi potrei andare incontro.
Ottimo articolo, chiaro e completo. dovrebberlo leggerlo anche molti “commercialisti” o presunti tali
Grazie Aldo!
Buongiorno Dott. Camurri, ottimo ed interessante blog. I contributi Inps della gestione separata sono riconducibili a quelli di un precedente lavoro da dipendente? Grazie.
Benvenuto e grazie dei complimenti.
La ricongiunzione non è possibile ma la totalizzazione si (può trovare tutte le informazioni qui http://bit.ly/2juKdXA
A presto
finalmente una guida sintetica, chiara e immediata!
Ho letto un tot dei suoi interventi, vorrei chiedere se per cortesia mi conferma che ho capito bene o no.
Solo per inquadrare lo stato attuale: fruisco dell’assegno di sostenimento al reddito in quanto esodato da Azienda di Credito (so che ci sono limiti oltre i quali avrei la decurtazione dell’assegno).
Ho intenzione di aprire partita IVA per svolgere attività di consulenza aziendale (in quanto avrei possibilità di lavorare ma chiedono sempre se ho partita IVA) e per l’INPS dovrei quindi aderire alla Gestione Separata senza cassa, direi .
Non so se “il gioco varrà la candela” in termini complessivi, quindi può anche darsi che fra 6 mesi decida di chiudere tutto. Io ho concluso questo: apro la partita IVA (ma non mi è chiaro cosa scegliere se con tassazione ordinaria, forfetaria….) mi iscrivo alla Gestione Separata senza cassa e fra 6 mesi decido cosa fare.
Scenario 1. Non ho concluso nulla, nessun affare, nessuna fattura emessa quindi chiudo partita IVA: ma all’INPS devo versare qualcosa?
Scenario 2: ci sono alcuni affari in vista ma è difficile capire come andrà quindi scelgo il regime ordinario (pago in proporzione al prodotto e verso quanto devo all’INPS); O forse è meglio che parta con il forfetario?
Spero di essere stato abbastanza sintetico ma chiaro.
Grazie
buongiorno, complimenti per il blog, avrei una questione da chiarire…
se apro partita iva (regime forfettario) per un lavoro stagionale che durerà 6 mesi, diciamo aprile-settembre, dove conto di guadagnare meno dei circa 15mila euro di scaglione (e chiuderò la partita iva al termine di quei sei mesi) come devo considerare il contributo inps che andrò a versare? è proporzionato al tempo in cui ho tenuto aperto la partita iva oppure devo pagare la quota fissa prevista sui 12 mesi dell’anno solare? insomma quanto pagherò di inps? grazie mille e buona giornata
Gentile Dott. Camurri,
sono amministratore di una S.a.s., iscritto come commerciante all’INPS. La crisi economica mi ha obbligato ad espatriare in Austria con un lavoro a tempo pieno ed indeterminato, il reddito che percepisco dal lavoro dipendente è maggiore di quello che percepisco dalla Società così come il tempo impiegato nel lavoro dipendente è maggiore di quello impiegato nella Società. Considerando inoltre che la residenza principale continuo a mantenerla in Italia, la domanda che desidero porLe è se sia possibile evitare di pagare i 3600 euro di contributi INPS pur dimostrando il contratto di lavoro austriaco. Inoltre il prossimo anno avrò la possibilità di ottenere un lavoro a tempo pieno ed indeterminato in Italia, anche nel nuovo caso il reddito percepito ed il tempo impiegato saranno maggiori nel lavoro dipendente, perciò desidero chiederLe se almeno in questo secondo caso sarà possibile evitare di pagare i contributi INPS sull’attività in proprio. E se sì, con quale modulo specifico da presentare all’INPS?
La ringrazio fin d’ora per il Suo tempo prezioso che vorrà dedicarmi.
Buongiorno Dott Camurri, ho 68 anni e sono in pensione dal 2006 con una anzianità di 41 anni. Ho una partita IVA da un anno come consulente e sono iscritto alla gestione separata da circa 10 anni; negli anni precedenti ho versato lavorando come cocopro. Qual’è l’aliquota che devo versare allìINPS come possessore di PI? Posso chiedere di versare l’aliquota ridotta del 50%?
La ringrazio, Silvio
Salve Ottimo Articolo! ,
le scrivo poichè non riesco in nessun modo ad avere una risposta relativamente alla Compatibilità tra due iscrizioni INPS, una come IAP e una come dipendente par-time. Il quesito è il seguente: un lavoratore dipendente nel privato (par-time 29 ore/sett), può avere anche l’iscrizione INPS in agricoltura una volta abbia ottenuto abilitazione come IAP? All’INPS (dopo vari consulti tra loro…) mi hanno detto che è possibile solo se il par-time raggiunge un massimo di 50% dell’orario di un full-time di medesimo inquadramento, mi chiedevo se per le aziende in aree svantaggiate vige lo stesso meccanismo della certificazione IAP, ovvero che il max orario può raggiungere il 75% (solo il 25% di tempo da dedicare all’attività agricola).
grazie
Buongiorno Dottor Camurri,
visto che ho trovato finalmente una persona che parla di tasse facendosi realmente capire provo a farle una domanda.
Nel maggio del 2015 ho aperto un negozio di giocattoli che purtroppo non è andato bene. Ho chiuso il negozio nel luglio del 2016 ma non ho chiuso la partita iva perchè nel frattempo ho aperto un blog per provare a guadagnare con le affiliazioni.
Il blog fino ad ora non mi ha portato nessun guadagno, ma io continuo a pagare i contributi INPS.
Siccome non riesco più a fare fronte a questa spesa avrei deciso di chiudere definitivamente.
La mia domanda è questa: una volta chiusa la ditta individuale potrei iscrivermi alla gestione separata INPS come lavoratrice autonoma per poter continuare a lavorare con il blog?
Scusi se sono stata lunga, la ringrazio.
Paola Giovannetti
buongiorno, sono un artigiano e per una seria di errori che non sto ad elencare mi e’ arrivato una sanzione dall’inps. e’ possibile chiedere una riduzione spiegando le motivazioni ? c’e’ un portale all’inps ma non ho capito se sono omissioni sui dipendenti. io non ho dipendenti le sanzioni ci sono perche’ per tanto tempo la pratica di iscrizione albo artigiani non e’ stata fatta perche’ il commercialista non aveva consegnato dia comune e asl . grazie
Buongiorno Dott. Camurri,
complimenti innanzitutto per la chiarezza.
Io e un mio amico stiamo avviando un e-commerce vorrei avere da lei un consiglio sulla tipologia di società (Srls, individuale o altro) che ci permetta di sostenere costi minimi all’avvio.
Grazie
Buongiorno,
io sono un giovane disegnatore tecnico che ha aperto partita IVA a regime forfettario nel maggio 2017 (gestione separata). Precedentemente (sempre nell’anno fiscale 2017) ho fornito prestazioni occasionali per due società distinte, per un reddito lordo complessivo di 5500 €.
– Documentandomi un po’ su internet mi pare di aver capito di dover pagare i contributi INPS sui soli 500€ eccedenti rispetto al limite annuo di 5000€ lordi, è corretto?
– Quando devo pagare questi contributi, in sede di dichiarazione dei redditi (più o meno maggio-giugno 2018)?
– Inoltre, i contributi INPS riguardanti il mio fatturato come partita IVA a regime forfettario quando devono essere versati? In che modo?
Buonasera Dott. Camurri. Sono un ingegnere libero professionista con p. iva , regime dei minimi e iscritta ad inarcassa. Ad agosto firmerò un contratto a tempo determinato di 1 anno con un comune il quale si occuperà dei contributi. Poiché voglio continuare, previa autorizzazione, a svolgere libera professione mi hanno detto di sospendere inarcassa e di iscrivermi alla gestione separata. Quali sono i costi?? posso mantenere ugualmente il regime dei minimi (esenzione iva e tassazione 5%). grazie
Buonasera Dott. Camurri,
complimenti per il blog e per la sua chiarezza.
Anche io avrei una domanda da farle: ho una caa in campagna con terreno, ci vorrei aprire un B&B e ho letto che non è necessario avere una partita iva; tuttavia sta per uscire una sottomisura del bando europero (PSR) che finanzia con il 75% a fondo perduto anche le attività di B&B e dalle disposizioni attuative che sono uscite finora risulta necessario per partecipare anche l’ apertura di una p.iva.
A questo punto vorrei capire se è possibile accedere ai fondi anche aprendo una p. iva agricola e rimanendo in regime di esonero (ho fatto questa considerazione perchè risulterebbe meno caro il tutto).
Può aiutarmi a capire come muovermi in tal senso?
Buonasera Dott. Camurri,
perché l’INPS continua a inviarmi delle cartelle di pagamento dove mi viene addebitato il mancato versamento dei contributi annuali come libero professionista dal 2011 al 2017 con sanzione salatissime quando ho chiuso la mia posizione alla camera di commercio e ho chiuso la partita iva nel 2011 ?
Grazie per la sua attenzione.
salve vorrei fare il portiere o addetto alla sicurezza, potrei farlo come prestazione occasionale o ci vuole p. iva? dovrei versare contributi se non ho guadagni continuativi?
Salve….io sono un fisioterapista, ho aperto la P.IVA l’anno scorso per lavorare presso una RSA nella regione Abruzzo,volevo sapere quanto dovrei pagare di contributi se nell’arco dell’anno solare sono totalmente al disotto degli esempi di reddito da lei descriti.
Es anno 2016 stipendio di due mesi circa 1500 e adesso in tre mesi del 2017 circa 1200 in 3 fatture….quanto sarebbero i miei contributi? Sono cil regime dei minimi forfettari L.190/2014
Buonasera, grazie per le sue, sempre chiare e puntuali, delucidazioni. Vorrei cortesemente farle una domanda e cioè: come dovrebbe essere regolamentato un lavoro nel campo delle affiliate marketing? Qual’è la miglior prospettiva da prendere in considerazione se una persona vuole cimentarsi in questo? Grazie Anna
Buonasera, se possibile vorrei riuscire a trovare una risposta al seguente dilemma relativo alla seguente situazione su cui discutendo tra amici non riusciamo a dare risposta:
– se fino ad oggi (nel 2017 e prima) ho avuto una PIVA da professionista nel regime dei minimi come sviluppatore di siti web e consulente web
– se nel 2017 ho avviato un blog con la speranza che potesse diventare remunerativo
– se oggi chiudo partita IVA da professionista perché vengo ad essere assunto come dipentente
– se da domani voglio gestire in modo stabile e continuativo il mio blog attivando affiliazioni, adsense e incassi da sponsor (dedicandomici nel tempo extra-lavorativo da dipendente e considerando che l’attività da dipendente sarebbe prevalente)
quale P.IVA è più corretto e conveniente aprire?
Secondo voi potrei aprire ditta individuale con ateco cod. 73.11.02 (“Conduzione campagne marketing e altri servizi pubblicitari”) con PIVA da commerciante in regime forfettario (dato che ora solo dipendente e l’anno scorso non ho avuto alcun compenso da dipendente) e quindi con reddito tassato al 5% per 5 anni (poi 15%) e senza versamenti INPS pur iscrivendomi alla gestione commercianti INPS (senza versarli perché già li verso come dipendente)??? Di fatto questa gestione stabile e remunerativa del blog inizia ora (quindi è una nuova attività che credo possa essere quasi definita “start-up”)…
Ho capito male? Mi sbaglio?
Grazie mille.
Buongiorno dott. Camurri,
prima di tutto complimenti per il suo blog, molto interessante.
Ho una domanda.
Il mio compagno ha aperto a febbraio dell’anno scorso una partita Iva, è giardiniere e perito agrario pertanto ha anche un codice ateco come consulente. E’ rientrato nella categoria degli artigiani con regime dei minimi. Per tutta una serie di vicissitudini personali non ha potuto lavorare per via di problemi fisici che gli hanno completamente precluso la possibilità di poter svolgere la sua attività. Ora mi domando, dal momento che non ha svolto alcuna attività, sarebbe possibile chiudere la partita Iva senza pagare i contributi per poi riaprirla in un momento successivo, non appena potrà muoversi, magari optando per quella agricola, dal momento che per il suo lavoro ( nasce come agricoltore) forse è più in linea con quello che vorrebbe fare (giardinaggio sebbene il suo sogno è quello di gestire un’azienda agricola)?
Grazie mille.
Buongiorno dott. Camurri,
prima di tutto complimenti per il suo blog, molto interessante.
Ho una domanda.
Il mio compagno ha aperto a febbraio dell’anno scorso una partita Iva, è giardiniere e perito agrario pertanto ha anche un codice ateco come consulente. E’ rientrato nella categoria degli artigiani con regime forfettario. Per tutta una serie di vicissitudini personali non ha potuto lavorare per via di problemi fisici che gli hanno completamente precluso la possibilità di poter svolgere la sua attività. Ora mi domando, dal momento che non ha svolto alcuna attività, sarebbe possibile chiudere la partita Iva senza pagare i contributi per poi riaprirla in un momento successivo, non appena potrà muoversi, magari optando per quella agricola, dal momento che per il suo lavoro ( nasce come agricoltore) forse è più in linea con quello che vorrebbe fare (giardinaggio sebbene il suo sogno è quello di gestire un’azienda agricola)?
Grazie mille.
Qui si sta parlando solo di contributi che il commerciante deve versare ma in tutta la rete le notizie non sono chiare e non si sta parlando della illegalità di questo governo. Un commerciante che ha un operaio che gli costa 1500 euro al mese andrà a pagare 3750 euro di spesa finale. Questo lo ha detto un commerciante in TV. Dunque stanno nascondendo il fatto che i commercianti devono pagare contributi altissimi mentre il governo ne paga forse il 13 percento ai suoi operai. In nessuna nazione decente si sta agendo in questo modo ed è dunque un’attacco contro il commercio, è un attacco chiaro e tondo. Chi fa le statistiche sui contributi sta mischiando tutto, gli operai del governo, gli operai agricoli ed altri tipi di operai sui quali si pagano bassi contributi. Ma mai si dice la verità. Domandiamoci il perchè. L’Italia sta essendo attaccata da politici senza scrupolo e giudici sconsiderati. Questa è la verità. Ecco perchè ci sono commercianti che non vogliono pagare i contributi richiesti o non li pagano per niente e succede proprio perchè il crimine è un’antagonista contro dei giuda nel governo. I sindacati non funzionano bene e non possono funzionare bene in quanto non possono servire un governo giuda. Insomma, signore e signori, le accise sul carburante fatte ad occhio e tutto questo è troppo da ingoiare. I commercianti hanno paura di parlare in pubblico dato che possono perdere degli introiti ed avere conseguenze dalla finanza corrotta. Dal governo si permettono persino di abbassare o tagliare le pensioni. Noi dobbiamo assicurarci che ci sia vera giustizia.
Buonasera Dott. Camurri,
Buonasera Dott. Camurri, le chiedo gentilmente questa informazione, sto per terminare i due anni di disoccupazione Inps denominata Nasppi, mi mancano ancora tre anni per usufruire della pensione, le chiedo se e’ possibile aprire una partita iva come artigiano, e senza fatturare nulla, in quanto l’attivita’ non viene esercitata, se posso continuare a versare i contributi inps che mi servono fino alla fine, e nel qual caso a quanto ammontano annualmente.
Grazie attendo sua mail